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Primo mese gratuito in rsa «Sospeso ma non soppresso»

Gi.Ca.
Primo mese gratuito in rsa «Sospeso ma non soppresso»

L’Asl conferma lo stop al contributo per le dimissioni difficili: i fondi sono esauriti. Il direttore sanitario Natalini: criteri in revisione, il servizio non sarà più dato a tutti

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FERRARA. Il contributo per le dimissioni difficili è stato «sospeso, non soppresso». Ma sui tempi del suo (eventuale) ripristino non c’è certezza. «Stiamo riscrivendo le regole per la concessione dell’agevolazione», annuncia il direttore sanitario dell’Asl, Nicoletta Natalini. In sostanza in almeno due distretti sanitari su tre del territorio provinciale (Centro Nord, che comprende il comune di Ferrara, e Sud Est, con Comacchio e basso ferrarese) i fondi sono esauriti, conferma la manager, mentre il distretto Ovest «ha ancora risorse disponibili».

I posti letto ospedalieri
Il servizio ha introdotto, a partire dal settembre 2017, la possibilità di poter usufruire di un mese gratuito in casa di riposo in attesa di individuare la soluzione più adatta per l’assistenza da garantire ad un paziente non autosufficiente. Era una risposta all’“emergenza posti letto” dei mesi precedenti legata alle difficoltà segnalate dalle aziende sanitarie, Asl e Sant’Anna, al momento di trasferire i pazienti con necessità di assistenza non prevalentemente sanitaria dall’ospedale o casa di cura convenzionata alla rsa o residenza per anziani. «Alcuni capitoli del Fondo per la non autosufficienza non erano stati utilizzati a pieno e le risorse residue sono state dirottate su questa agevolazione, non prevista in precedenza. Probabilmente è stato commesso un errore nell’accesso perché non è stato introdotto un “filtro” per concentrare le risorse sulle famiglie più bisognose. È già corso la revisione dei criteri», precisa Natalini.

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Chi decide sui servizi
La decisione delle somme da destinare ai vari servizi spetta ai Comitati di distretto, composti da rappresentanti dei comuni del territorio e da personale dell’Asl. Su quel tavolo si valutano le necessità della popolazione in ambito socio-sanitario in base alle informazioni raccolte dai servizi sociali e si delibera la ripartizione dei fondi. È bene sapere che il Fondo per la non autosufficienza viene stanziato da Stato e Regione e include diversi trattamenti, come l’assegno di cura, il ricovero di sollievo (la retta pagata dal servizio pubblico nelle case protette per pazienti che hanno necessità di essere ospitati per qualche tempo e non provengono dall’ospedale ma dal domicilio) e l’assistenza gratuita a casa fino a 30 giorni per il reinserimento del paziente, prestazione che è stata mantenuta. In una provincia nella quale la fascia degli ultrasessantacinquenni ha toccato quota 28% si tratta di esigenze che tenderanno a crescere.

Un’occhiata ai tempi
Nel distretto di Ferrara lo stop al mese gratuito è scattato dall’1 novembre e per le famiglie non è stata una bella sorpresa: per il paziente dimesso dalla struttura sanitaria che non può (subito) rientrare a casa non c’è quindi il tempo di cercare una sistemazione sostenibile per il ricovero e il costo per l’ospitalità può andare dai 1.500 euro della tariffa agevolata (se la casa di cura accorda uno “sconto”) ai 3.000/3.500 di quellapiena.

Quanto tempo servirà per rientrodurre il servizio con i correttivi annunciati? «Difficile fare una previsione - risponde il direttore sanitario - certamente parliamo di alcuni mesi perché i servizi sociali dovranno effettuare nei vari comuni un monitoraggio delle necessità e questo non si fa in un giorno». E poi c’è l’incognita dei fondi che saranno conmcessi per il 2019. L’importo delle risorse statali destinate alla non autosufficienza si conosce quasi alla fine di ogni anno, quindi si dovrà procedere con la pianificazione sulla base di stime prudenziali «sempre sperando - conclude Natalini - che non vengano ridotti gli stanziamenti rispetto all’anno precedente». —

Gi.Ca.

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