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Quell’obolo dato dalla vedova, una fede 18 carati

Quell’obolo dato dalla vedova, una fede 18 carati

Il Tempo Ordinario sta per concludersi e il Vangelo assume toni sempre più incalzanti. C’è in gioco la nostra relazione con Dio: vera o posticcia?Il Vangelo di oggi si apre con un ammonimento di Gesù...

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Il Tempo Ordinario sta per concludersi e il Vangelo assume toni sempre più incalzanti. C’è in gioco la nostra relazione con Dio: vera o posticcia?

Il Vangelo di oggi si apre con un ammonimento di Gesù a guardarsi da un modo di vivere la fede di sola facciata, mentre il cuore rimane freddo, distante e in cerca di applausi.

Oggi una delle più grandi lezioni evangeliche passa per una povera vedova, andata al tempio di Gerusalemme a depositare nella cassetta del tesoro la sua offerta. I pii ebrei erano tenuti a concorrere, nella misura delle loro possibilità, al mantenimento del tempio di Gerusalemme, luogo centrale del culto per Israele. Un esercizio di corresponsabilità che coinvolgeva tutti.

La donna non è sola. Insieme a lei c’è molta gente, pii, devoti, religiosissimi zelanti, più che generosi nelle loro offerte. Eppure Gesù, presente nel tempio a osservare la scena proprio di fronte al tesoro, sembra non avere orecchi per il tintinnare delle molte monete, ma piuttosto occhi per quelle due sole monetine gettate in silenzio dalla vedova. Questa rappresentava, insieme agli orfani e ai forestieri, una delle categorie più svantaggiate, esposte ad essere oggetto di soprusi e maltrattamenti; una delle categorie delle quali Dio stesso, in tante pagine della Bibbia, dichiara di farsi difensore, tutore, garante.

Ebbene, proprio lei, così bisognosa di aiuto e protezione, e inoltre povera, quindi nella indigenza più totale, getta nel tesoro del tempio tutto quello che ha e che è.

Le molte monete non sono altro che “parte del superfluo”, insomma un qualcosa a liberarci del quale non sentiamo nessuna fatica; nelle due monetine della vedova, invece, Gesù riconosce che quella donna aveva gettato “tutta la sua vita”: ogni sua possibilità di vita e di sostentamento.Ed eccoci al cuore del Vangelo di questa domenica: la vedova non ha paura di sbilanciarsi nel suo affidarsi a Dio completamente, perché è certa dello sguardo benevolo di Dio che si prende cura di lei; è rivolta a cercare gli occhi di Dio verso di lei, e non indugia a considerare quello che la gente può pensare di lei.

Questa è fede 18 carati: non un accumulo di pratiche che lasciano il cuore tale quale, ma un relazionarsi con il fuoco ardente del mistero di Dio, “gettandosi in lui” a fondo perduto, rischiando qualcosa di sé, privandosi delle proprie sicurezze, affidando a lui il controllo della propria vita. —

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