La corsa col suv della madre dopo la festa in discoteca
Famiglie distrutte per la morte dei due diciannovenni finiti contro un palo I ragazzi hanno tamponato un’auto prima di uscire dal parcheggio del locale
cento
Nessuna autopsia sui corpi di Anas Foukahi e Pietro De Matteis, i ragazzi di diciannove anni di Pieve di Cento morti nella notte tra venerdì e sabato a San Giorgio di Piano, in località Fortuna, nel bolognese. La Procura non l’ha disposta, i familiari non l’hanno chiesta e i copri delle giovanissime vittime sono già stati restituiti alle famiglie. Domani, ancora da stabilire l’orario, i funerali di De Matteis, mentre per Anas Foukahi ci sarà un momento di preghiera e quindi la salma verrà in Marocco, nella sua terra d’origine.
I due ragazzi abitavano a Pieve di Cento, Anas Foukahi andava a scuola, De Matteis faceva il muratore. Si conoscevano e ogni tanto uscivano insieme. Venerdì sera hanno deciso di andare alla festa organizzata dalla discoteca Vintage Club dove c’erano anche tutti gli altri amici. Verso le 4 del mattino sono usciti e sono saliti sulla Range Rover della mamma del Foukahi, un Suv che lui neopatentato non avrebbe potuto guidare. Stando a quanto raccontano gli amici, il ragazzo alla guida avrebbe iniziato a girare per il parcheggio, accelerando e decelerando e in una delle sue manovre azzardate avrebbe urtato un’altra auto in sosta. E forse è anche per questo che, quando ha visto l’auto dei carabinieri appena fuori dal locale si è spaventato ed ha deciso di fare inversione.
Il fuoristrada in un piccolo fossato, con il parabrezza sfondato a causa dell’impatto con un palo della luce. Accanto due corpi, coperti dai teli, liberati dalle lamiere solo dopo che i vigili del fuoco hanno segato il tetto dell’auto. Fuggivano dal posto di blocco dei carabinieri e sono morti a San Giorgio di Piano, in località Fortuna, nel Bolognese.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo aver visto da circa 200 metri i lampeggianti della loro auto, il fuoristrada ha invertito la marcia ed è partito a forte velocità. I militari sono saliti in auto per seguirli, ma avrebbero subito perso il contatto visivo e percorrendo via Mascherino, una strada piuttosto isolata in mezzo alla campagna, dopo 4-5 chilometri di distanza hanno trovato il fuoristrada che era finito già contro il palo della luce.
Anas e Pietro, il primo appassionato di Ju jitsu (arte marziale giapponese) tanto che tre anni fa aveva anche partecipato ai campionati italiani juniores, l’altro amante dei tatuaggi, fino a sognare di farlo diventare il suo mestiere (anche se nel frattempo lavorava come muratore in una ditta di cartongessisti), sono morti sul colpo e a nulla è servito l’intervento del 118. I carabinieri hanno fatto sapere che il pm di turno non ha disposto l’autopsia e quindi i corpi dei due ragazzi sono stati subito portati nella camera mortuaria di Bentivoglio e quindi restituiti alle famiglie. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
