I dati sulla West Nile: «Bollettini e cronache difformi, ecco perché»
Il portale EpiCentro (Iss) spiega i motivi delle discrepanze nei numeri relativi ai casi rilevati dell'infezione: ritardi nelle comunicazioni e attesa delle risposte alle richieste di verifica. Oltre 40 i decessi nella stagione estiva
FERRARA. Chi ha seguito le notizie sulle infezioni e i decessi da virus West Nile tra luglio e ottobre 2018 ha certamente notato la discrepanza tra i dati pubblicati dal portale EpiCentro, dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), e le statistiche riportate dalle cronache locali. Un aspetto più volte segnalato dalla “Nuova Ferrara” e sul quale il quotidiano ha interpellato direttamente la redazione di EpiCentro che nella sua risposta spiega i motivi delle difformità che riguardavano in particolare Veneto e Lombardia.
«Ci hanno segnalato che entrambi i dati (sia quelli da voi pubblicati che quelli del bollettino di EpiCentro) sono corretti - scrive Debora Serra - Infatti, i deceduti riportati nell'ultimo rapporto West Nile in riferimento al Veneto sono 13 e si riferiscono alle forme più gravi (forme neuroinvasive). In realtà i deceduti in Veneto ad oggi sono 19 ma in 6 casi si tratta di febbri probabili o febbri confermate da West Nile». Per questi ultimi casi l'Iss chiede maggiori dettagli «perché è difficile giustificare e associare un decesso in un soggetto con una febbre da West Nile sebbene spesso questi soggetti siano anziani e con comorbidità».
In sostanza vengono chiesti maggiori dettagli per capire se la febbre confermata da West Nile in realtà nasconda un caso di infezione neuroinvasiva, che comporta un aumento del rischio di decesso. La richiesta scatta quando le schede inviate all’Iss non sono del tutto chiare su questo aspetto. Infine, va considerato «che i dettagli richiesti arrivano in ritardo o non arrivano del tutto, per questo motivo nel bollettino settimanale è stato deciso di riportare solo i decessi tra le forme neuroinvasive».
L’ultimo bollettino nazionale di EpiCentro riporta 577 casi umani segnalati e confermati di infezione da West Nile, 230 dei quali manifestatisi nella forma neuro-invasiva (63 in Veneto, 100 in Emilia-Romagna, 16 in Lombardia, 38 in Piemonte, 3 in Sardegna, 9 in Friuli Venezia Giulia, 1 caso segnalato dal Molise importato dalla Grecia). I decessi finora accertati (con le modalità sopra esposte) sono stati 42 (1 in Lombardia, 13 in Veneto, 21 in Emilia-Romagna, di cui 10 a Ferrara, 3 in Piemonte, 4 in Friuli); 279 sono i casi di febbre confermata (66 in Emilia-Romagna, 190 in Veneto, 7 in Lombardia, 6 in Piemonte, 10 in Friuli Venezia Giulia); 68 infine i casi in donatori di sangue (30 in Emilia-Romagna, 14 in Veneto, 9 in Piemonte, 11 in Lombardia, 3 in Friuli Venezia Giulia, 1 in Sardegna). —
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