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L’ultimo saluto a Pietro Gli amici portano la bara bianca a spalla

L’ultimo saluto a Pietro Gli amici portano la bara bianca a spalla

Pieve di centoErano tante, tantissime le persone che ieri alle 15 hanno riempito la tensostruttura che ospita le cerimonie religiose a Pieve di Cento, perchè la storica chiesa parrocchiale è ancora...

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Pieve di cento

Erano tante, tantissime le persone che ieri alle 15 hanno riempito la tensostruttura che ospita le cerimonie religiose a Pieve di Cento, perchè la storica chiesa parrocchiale è ancora inagibile a causa delle ferite subite a causa delle scosse di terremoto del 20 e 29 maggio 2012.

Alle 15 la bara bianca di Pietro De Matteis, è stata portata dentro caricata sulle spalle di parenti e amici, accompagnata da canti e pianti incontenibili.

C’erano tutti. Zii e cugini arrivati da ogni parte d’Italia, amici di scuola, di lavoro e di vita.

I PARENTI DELL’AMICO

C’erano i parenti di Anas Foukahi, i rappresentanti della comunità islamica, a dimostrazione del legane tra due culture accomunate da un momento tragico. C’erano tanto calore e dolore.

“La morte non è nulla, sono solamente passato dall’altra parte. Quello che eravamo l’uno per l’altro lo siamo ancora: chiamami come mi hai sempre chiamato, parlami come hai sempre fatto, non usare tono diverso, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme. Il filo non si è spezzato”.

Queste la parole che sono state scelte dalla famiglia del ragazzi morto. Parole che vanno tenute strette e lette e rilette per trovare conforto.

IN CORTEO

A celebrare il funerale don Angelo Lai che ha scelto come prima lettura “Io so che il mio redentore è vivo”, dal libro di Giobbe. «Ci sarà un momento in cui le anime si ritroveranno - ha detto don Lai parlando a tutti coloro che hanno voluto partecipare alla messa - e sarà per l’eternità. Quello sulla terra è un passaggio, vi ritroverete tutti di nuovo insieme». E adesso? Come si supera un dolore così grande? Per chi ha fede, la ragione di vita si trova nell’attesa, nel sentire comunque sempre vicino Pietro e la sua gioia e vitalità incontenibili. Il corteo funebre, uscito dalla chiesa, si è poi diretto verso il cimitero di Pieve di Cento. “Non sono lontano, sono solamente dall’altra parte del cammino”.—

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