Sala Aceti In dirittura l’intervento di restauro
COMACCHIOFasi conclusive per i lavori di consolidamento, risanamento e restauro conservativo della Sala degli Aceti, per un progetto che prevede anche pieno accesso ai disabili. Presto la Manifattura...
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Fasi conclusive per i lavori di consolidamento, risanamento e restauro conservativo della Sala degli Aceti, per un progetto che prevede anche pieno accesso ai disabili. Presto la Manifattura dei Marinati, luogo identitario per eccellenza della comunità comacchiese, si doterà di un nuovo percorso visite, accanto a quello della sala fuochi, dove in queste settimane ardono i camini per la cottura dei morelli di anguilla da marinare.
I lavori di recupero della sala Aceti, per un importo complessivo regionale pari ad 860.225 euro, a cui si somma il cofinanziamento comunale per 286.875 euro e quello del Parco del Delta del Po per 195.878 euro, sono iniziati un anno fa: appaltati al consorzio Ciro Menotti di Ravenna sono eseguiti da Edilnet, coop di Fornace Zarattini (RA).
gli impianti
«In questi giorni abbiamo cominciato gli impianti per il pavimento a radiante per il riscaldamento - spiega il direttore tecnico dei lavori Lidio Moda -, e in questi giorni metteremo mano al soppalco e alla sistemazione dei coppi sul coperto. Sono già iniziati anche gli interventi sugli intonaci».
L'impianto di riscaldamento lungo il pavimento sarà integrato da un nuovo impianto di illuminazione, idoneo alla struttura, in grado di produrre un'atmosfera caratteristica, per proiettare il visitatore in una realtà, quella del secolo scorso, dove centinaia di lavoratori, dall'alba al tramonto si dedicavano alle diverse fasi di lavorazione delle anguille.
problemi risolti
Risolti per primi i problemi legati alle infiltrazioni di umidità alle pareti e consolidate le pareti degradate mediante la realizzazione di micro-pali, la ditta esecutrice ha già provveduto ad alloggiare nella Sala degli Aceti le enormi botti, che sino al secolo scorso contenevano la concia a base di aceto ed acqua, emulsione ancora oggi impiegata nella sua versione originale per marinare le anguille. Le botti, per diversi mesi, erano state poste all'esterno, adeguatamente avvolte da teloni di nylon per impedire l'aggressione degli agenti atmosferici. «Procediamo secondo il progetto di restauro conservativo e prevediamo di arrivare a completamento di tutti gli interventi - aggiunge Lidio Moda - entro fine anno». —
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