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Il futuro dell’ente 

Fusione con Ravenna o rinnovo dei vertici: 2019 cruciale per la Camera di Commercio

Gian Pietro Zerbini
Fusione con Ravenna o rinnovo dei vertici: 2019 cruciale per la Camera di Commercio

Le due ipotesi in campo, attesa per gli atti della Regione sull’accorpamento. Pressing politico per bloccare l’iter

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Lascia o raddoppia? Qualunque sia il destino della Camera di Commercio di Ferrara una cosa è certa: dal 2019 ci saranno novità per l’ente camerale indipendentemente dall’evoluzione della vicenda fusione con Ravenna. Si aprono infatti due scenari differenti ma che hanno in comune un cambiamento.



A dispetto di tutto e delle esternazioni negative di politici e associazioni imprenditoriali di entrambi i territori provinciali, l’iter per la fusione camerale continua ad andare aventi. È un andamento lento, ma la Regione ha già fatto sapere che a breve comunicherà le quote percentuali che stabiliranno la composizione del nuovo consiglio camerale (trenta componenti) che successivamente dovrà eleggere presidente e giunta (otto componenti compreso il presidente). La legge per le fusioni di enti camerali è ancora valida e se non ci saranno contrordini politici o normative contrarie entro l’inverno, ma nel nuovo anno, si dovrebbe arrivare alla costituzione della nuova Camera di commercio di Ferrara e Ravenna.

Il commissario ad acta Mauro Giannattasio una volta ricevuto il via libera tecnico della Regione dovrà consegnare alle associazioni i numeri per la composizione del nuovo consiglio. Queste hanno trenta giorni di tempo per riconsegnare il faldone alla Regione. Spetterà poi al presidente della giunta regionale Stefano Bonaccini il compito di promulgare il decreto di costituzione della nuova camera unificata. Nel frattempo si conoscerà anche il responso sul ricorso al Tar previsto per fine gennaio per dare il definitivo via libera al nuovo ente. Allo stato attuale però, proprio il clima politico e imprenditoriale quasi all’unanimità contrario alla fusione, è possibile anche un cambiamento in corsa.



Nell’aria, come detto, c’è una sensazione diffusa di un taglio, prima ancora del suo completamento, alla riforma camerale. Nel caso salterebbe tutto il processo di fusione. Potrebbe essere inserito nel prossimo milleproroghe un procedimento che di fatto annulli i vari processi di fusione in atto in tutta Italia, lasciando le cose come stanno. In questo caso la Camera di Commercio di Ferrara rimarrebbe tale e quale, anche se, a primavera, si deve necessariamente procedere al rinnovo della cariche e degli organismo per naturale scadenza quinquennale dei mandati. E anche in questo caso si dovrà espletare un analogo iter con la Regione, impegnata nel ruolo tecnico notarile di assegnazione delle quote proporzionale alle associazioni per costituire il consiglio della Camera di commercio di Ferrara.



Il consiglio che a primavera va in scadenza è la risultante del peso associazionistico nell’imprenditoria ferrarase ed è così composto.

Agricoltura: Claudio Bressanutti (Coldiretti), Nicola Gherardi (Confagricoltura), Fabiana Protti (Cia), Ruggero Villani (Confcooperative). Artigianato: Paolo Govoni (Cna), Caterina Paparella (Confartigianato), Maria Grazia Zapparoli (Cna), Donatella Zuffoli (Confartigianato). Commercio: Giulio Felloni (Ascom), Alessandro Osti (Confesercenti), Simona Salustro (Ascom), Federica Sandri (Ascom), Davide Urban (Ascom). Industria: Gisella Ferri (Confindustria), Domenica La Valle (Confindustria), Luca Zaghi (Confindustria), Adriano Paltrinieri (Confindustria). Servizi alle imprese: Federica Bordin (Cna), Marino Fortini (Confartigianato), Luciano Pollini (Confindustria). Turismo: Roberto Bellotti (Confesercenti), Nicoletta Castagnetti (Ascom). Trasporti e spedizioni: Fabiano Benazzi (Cna). Cooperazione: Andrea Benini (Lega Coop). Credito e assicurazioni: Il Yong Cerchiai (Abi). Organizzazioni sindacali: Cristiano Zagatti (Cgil). Consumatori utenti: Paolo Picci (Adiconsum). Liberi professionisti: Gloria Minarelli



Nove consiglieri compongono l’attuale giunta camerale che è composta da Paolo Govoni (presidente), Giulio Felloni (Vice presidente), Claudio Bressanutti, Nicola Gherardi, Ruggero Villani, Donatella Zuffoli, Alessandro Osti, Gisella Ferri, Andrea Benini. I giochi sono quindi aperti con o senza Ravenna. —





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