Più di mille famiglie povere da aiutare La metà è ancora in attesa dell’assegno
Reddito di solidarietà e d’inclusione, tra i beneficiati prevalgono i nuclei senza minori e gli stranieri sono un centinaio
In attesa del Reddito di cittadinanza, che andrà probabilmente a prendere il posto delle misure di contrasto alla povertà messe in campo negli ultimi anni, i ferraresi indigenti devono fare i conti con gli strumenti già esistenti. Sono essenzialmente due: il Reddito di solidarietà e il Reddito d’inclusione, che sommati possono portare da un minimo di 297 a un massimo di 891 euro mensile per famiglia indigente. Cifre, come si vede, in certi casi addirittura superiori a quelle ipotizzate per il Reddito di cittadinanza ma riservate ad una platea più ristretta: ad oggi siamo parlando di un migliaio di famiglie cittadine in orbita Res-Rei, delle quali oltre la metà ancora in attesa dell’erogazione dell’assegno.
data base Asp
Il quadro degli aiuti in essere emerge dall’interrogazione del data base Asp, in quanto la Regione, dal cui portale passano comunque le domande di Res-Rei, non ha ancora completato la raccolta dati di aggiornamento rispetto alla fotografia scattata nel maggio scorso. In via Ripagrande, dunque, risultano in erogazione 315 assegni Res, che vanno da 110 a 352 euro mensili a seconda della dimensione del nucleo familiare; di questi assegni, 261 vanno a persone o coppie, la maggioranza anziani, e 54 a famiglie con minori. Le domande Res sono state presentate a partire dal settembre 2017, e questo lasso di tempo spiega anche il numero delle domande decadute per modifiche delle condizioni Isee o magari mancata adesione ai programmi: è successo in 72 casi. Sono invece 96 le domande respinte per mancanza di requisiti.
Sul fronte Rei, invece, dal dicembre scorso sono state inserite 1.033 domande, delle quali 655 ancora in attesa. Gli assegni erogati sono 318, 115 a famiglie straniere, 149 a nuclei di adulti (30 sono anziani) e 139 con minori. Per tutti sono attivati progetti di reinserimento lavorativo o sociale. In 47 casi i Res sono stati commutati in Rei, prima delle sostanziale equiparazione delle due misure, che sono diventate integrativa l’una dell’altra.
numeri in crescita
La fotografia attuale non è definitiva, in quanto l’attivazione delle due misure è relativamente recente e continua il flusso di richieste d’informazione e di domande. All’Asp vanno da uno a diversi appuntamenti aggiuntivi al giorno: nulla di paragonabile al boom dei primi mesi, quando tre impiegate erano occupate quasi a tempo pieno su queste pratiche, ma comunque il segnale di una platea di bisognosi ancora da completare. Resta peraltro da definire la situazione di una fetta importante di chi ha già presentato domanda, tra integrazioni Res-Rei (i due assegni andranno sempre più agli stessi nuclei familiari per l’uniformarsi dei criteri) e attese da sciogliere. —
Stefano Ciervo
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