Più poteri contro i “furbetti” «Così abbiamo chiuso i locali»
Sigilli del questore in 24 negozi per motivi di sicurezza e violazioni nel 2018 Tre esercizi etnici sospesi per aver venduto alcol a minori: è la nuova emergenza
Gli ultimi ragazzini finiti quasi in coma etilico per aver bevuto superalcolici comprati sottobanco da negozi tecnici della città, verranno ascoltati in questi giorni dalla Polizia: attività che porteranno a nuovi provvedimenti contro quegli stessi negozi. Mentre l’ultimo locale chiuso dal questore, sulla base delle indagini dei carabinieri, è una tabaccheria nel centro di Cento, diventata market della droga e ufficio aperto h24 a pregiudicati.
Un gruppo interforze
Sono questi i risultati più recenti della strategia che il gruppo di inquirenti interforze (polizia, carabinieri, municipale, in tutta la provincia) sta portando avanti da tempo: «Sono strumenti incisivi quelli delle chiusure dei locali per motivi di ordine e sicurezza pubblici e motivi sanitari - spiegano dall’ufficio Polizia amministrativa della questura cittadina - Provvedimenti che vengono adottati dal questore per far capire che chi ha una attività deve rispettare leggi e regolamenti comunali». Le nuove norme, il decreto Minniti del 2017, hanno permesso di ampliare il raggio d’azione della Polizia amministrativa e così applicarle contro il degrado nelle città: rumori molesti all’esterno dei locali, bivacchi improvvisati di ubriachi, per citare i casi che non si potevano valutare e aggredire, prima.
E allora, tracciando un bilancio dell’attività in tutto il 2018, ecco i numeri. Sono state ben 24 le chiusure-sospensioni di locali in tutta la provincia (Ferrara per la maggior parte), esercizi perlopiù da stranieri: in 14 casi gestiti da cittadini del Bangladesh, due da italiani, tre da nigeriani e infine 5 da cittadini cinesi.
Altro principio di legalità
Un dato oggettivo, spiegano dalla Polizia Amministrativa, dovuto al fatto che «gli stranieri non hanno alti principi di rispetto della legalità (che vale per tutti, ndr), spesso fanno finta di non capire perché li stiamo sanzionando, non capiscono che dietro fatti che ritengono piccoli problemi (vendere bevande in vetro, non rispettare orari, e vendere a minorenni, ndr) si nascondono emergenze su cui si deve intervenire». E’ il caso della vendita di superalcolici ai ragazzini e delle conseguenze sanitarie. Non a caso tra i 24 locali chiusi, per sei il questore Giancarlo Pallini ha deciso per “veri” motivi di ordine pubblico (risse, spaccio, reati e frequentazioni di pregiudicati), per altri 14 per violazioni di regolamenti e ordinanza comunali.
Chiusi per motivi sanitari
E in ben 3 negozi, invece, l’accusa è stata quella di aver venduto alcol ai ragazzini tra i 14 e i 17 anni, finiti in coma etilico al Pronto soccorso: dunque casi emersi, e si può immaginare per quanti altri non sia accaduto perché non così gravi. Ma dalla Polizia amministrativa arriva anche un’altra segnalazione di illegalità, sulla base del principio “fatta la legge, trovato l’inganno”. Chiusure e sospensioni scattano dopo ripetute sanzioni, e così ecco i “furbetti” dei negozi, su suggerimenti dei loro consulenti italiani, cambiare l’intestazione della Scia (i permessi comunali) e dunque il titolare: in questo modo le successive sanzioni alla prima vengono spalmate su altri, evitando chiusura. Ma c’ anche chi, vuole mettersi in regola: è il caso dell’UnicPub gestito da nigeriani, in zona Gad: Perchè scaduti i 30 giorni di chiusura-sospensione, i titolari hanno garantito che assumeranno addetti all’esterno per evitare bivacchi, risse, rumori molesti. —
Daniele Predieri
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