Tecopress, lo sciopero e tanta amarezza «Lontani dall’accordo»
Trattativa in contemporanea con l’astensione dal lavoro L’esito non soddisfa i sindacati: «Fatto un passo indietro»
DOSSO
Anche ieri i lavoratori della Tecopress hanno effettuato otto ore di sciopero, con presidio della portineria, in concomitanza dell’incontro che si stava svolgendo a Unindustria tra azienda e sindacati.
Mentre era in corso lo stato di agitazione sono però arrivate cattive notizie, divulgate facendo ascoltare ai manifestanti, con un cellulare a viva voce, l’esito dell’incontro raccontato dalla rappresentanze provinciali dei sindacati.
l’azienda: «siamo in crisi»
«Ci hanno comunicato – racconta Mauro Canella della Rsu Cisl – che, purtroppo, si è fatto una brutto passo indietro. A marzo avevamo fatto una proposta per il rinnovo del contratto aziendale e l’azienda aveva espresso una sua controproposta. Pensavamo di trovare un accordo a metà tra la forbice della differenza, invece l’azienda, adducendo una situazione di crisi, non vuole più neanche rispettare quella che era la sua proposta iniziale. Strano e incomprensibile usare la scusa della crisi quando, in agosto, ci avevano invece prospettato una situazione di forte crescita dell’azienda».
le richieste sindacali
Nella vertenza per il rinnovo del contratto aziendale, le richiesta è che la maggiorazione notturna sia elevata al 40% rispetto dall’attuale 20%; si chiede anche di avere un premio di risultato e modificare l’orario di lavoro che al momento prevede il ciclo continuo lunedì-sabato. «Attualmente – ricorda Giorgio Iabichino della Rsu Fiom-Cgil –, nel giorno prefestivo il turno è di sole sei ore. Delle due che mancano a completare il turno normale, una è a carico dell’azienda e l’altra ce la rimettono i lavoratori. Purtroppo con l’incontro odierno non è cambiato niente, anzi sono arrivate notizie che ci spingono a continuare con lo stato di agitazione». Si prospetta un lungo braccio di ferro. —
Giuliano Barbieri
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