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Farmaci introvabili, caccia disperata dei pazienti cronici rimasti senza cura

Ci sono medicinali importanti nelle farmacie ferraresi
Ci sono medicinali importanti nelle farmacie ferraresi

Ferrara, sono oltre mille i prodotti carenti per asma, Parkinson, vaccini. Il problema sono le vendite all'estero a prezzi più alti

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FERRARA. Secondo le stime dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sono circa 1.200. Quelli di uso più comune meno: un centinaio. Ad accomunarli è la stessa particolarità: spariscono, anche per lunghi periodi, e poi ricompaiono solo per poche settimane o pochi giorni sugli scaffali delle farmacie mettendo i pazienti nell’ingrata condizione di dover reperire il prodotto in altre farmacie o in altre province o di procurarsi un “sostitutivo” che spesso non c’è. Tra gli addetti ai lavori vengono indicati come farmaci introvabili o carenti e le ragioni della loro assenza sono note.

Il “trading” estero è forse il principale fattore di turbativa del mercato, ma l’improvvisa irreperibilità dei medicinali può essere motivata anche da altre situazioni, più o meno contingenti: problemi di produzione, provvedimenti regolatori (iter autorizzativi o modifiche nella composizione del farmaco), variazioni della domanda, emergenze sanitarie. La possibilità di acquistare il farmaco sul mercato italiano ad un determinato prezzo per rivenderlo a un prezzo più elevato e conveniente in un mercato straniero è forse l’aspetto che può colpire di più il cittadino comune (ma anche tra gli addetti ai lavori c’è chi addita questa pratica) perché per un’attività legata ad una prospettiva economica, di lucro, si può arrivare ad incidere sul diritto alla salute.

Questa opzione commerciale è legale e prevista dall’ordinamento, spiega Stefania Menegatti, presidente di Federfarma Ferrara, e consente ad alcuni operatori (soprattutto centri di distribuzione all’ingrosso e farmacie specificamente autorizzate ad allestire questo canale di vendita “parallelo”, ndr) di piazzare i farmaci su mercati più “interessanti”. Questo è possibile perché in alcuni Paesi, come Italia, Spagna e Grecia il prezzo dei farmaci di fascia A, quelli cosiddetti essenziali, raccomandati e somministrati per le malattie croniche, è tra i più bassi in Europa mentre nei Paesi del nord (come l’Inghilterra) il costo è significativamente più elevato e il guadagno assicurato.

Per il paziente che non trova il farmaco prescritto la ricerca può essere decisamente faticosa e aleatoria. La farmacia – se collegata ad altre in rete, all’interno della stessa associazione – può fornire indicazioni utili su dove rintracciare rapidamente il prodotto non esaurito (un’altra farmacia del territorio o un’altra provincia, dietro presentazione di una ricetta medica), ma la combinazione di diversi fattori può rendere la “missione” piuttosto ardua.In alcuni casi il sistema pubblico (ad esempio l’ambulatorio dell’Asl) può avere la disponibilità del farmaco, come può avvenire per i vaccini (epatite B, polio, varicella, etc.). È noto il rebus dell’antitetanica a protezione breve, quasi irrintracciabile nelle farmacie del territorio, circostanza già segnalata più volte da questo giornale.

Ma in provincia a mancare, più o meno frequentemente, sono anche altri medicinali.
Stefania Menegatti ne segnala alcuni, tra i più richiesti: Imigran (Gsk) per l’emicrania, Sinemet (Msd) e Requif (Gsk) per il controllo dei sintomi del morbo di Parkinson, Crestor (Astrazeneca) per abbassare il livello di colesterolo, Spiriva (Boehringer Ingelheim), Symbicort (Astrazeneca) e Incruse (Gsk) per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva, Methotrexate (Pfizer), un antitumorale, Vimat (Usb Pharma), un antiepilettico, Zimox (Pfizer), un antibiotico. Una lista completa è disponibile sul sito internet dell’Aifa. —
Gi. Ca

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