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la novità fiscale 

Incubo fattura elettronica «Serve più gradualità»

Stefano Ciervo
Incubo fattura elettronica «Serve più gradualità»

Dall’1 gennaio tutte le imprese e le partite Iva dovranno emetterla via web Carion (commercialisti): utenti impreparati e c’è il rischio di aumentare il “nero”

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Fine anno da sudori freddi per imprese e partite Iva. La novità della fatturazione elettronica obbligatoria anche nei confronti dei privati, che viene introdotta appunto in maniera indistinta a partire dall’1 gennaio, rischia infatti di rovinare le vacanze ai tanti che si stanno ponendo solo oggi il problema e rischiano di arrivare “lunghi” ad un appuntamento non privo di complicazioni. «A nostro avviso le imprese ferraresi, e non solo, arrivano impreparate a questo appuntamento, ci sono piccoli artigiani e partite Iva che nemmeno sanno ancora cosa bisogna fare» è la sconsolata annotazione di Alberto Carion, presidente provinciale dell’Associazione commercialisti. Da parte delle associazioni di artigiani e commercianti, in particolare, si stanno intensificando le iniziative d’informazione, ma ad un mese e mezzo dalla scadenza è difficile ormai mascherare la preoccupazione, soprattutto in chi ricorda i guai di precedenti trasmigrazioni digitali come il sistema di tracciamento rifiuti Sistri. «Sarebbe opportuna un’introduzione graduale» dicono i commercialisti.

Gli strumenti

La fattura elettronica diventerà subito la prassi nei rapporti con fornitori e clienti, e la dotazione minima per poterla emettere è rappresentata da un computer adeguato, un software specialistico per inserirsi nel canale web d’interscambio e un codice a sei cifre da comunicare anche all’Agenzia delle entrate. Spese in arrivo, quindi, e problemi di orientamento tra le offerte di un mercato esploso in pochi mesi. Nell’immediato non andrà tra l’altro in soffitta la fattura cartacea, nei confronti degli acquirenti di servizi.

I pionieri

C’è già chi sta facendo le prove di questo nuovo sistema: la Camera di commercio di Ferrara ha censito soprattutto aziende di piccole dimensioni, nel 40% dei casi imprese individuali, il 225 sono società di persone. Quasi il 70% fattura meno di un milione di euro, il 20% addirittura è sotto i 100mila euro di giro d’affari; quasi tutte hanno meno di 15 addetti. E qualche fornitore si sente chiedere già il proprio codice elettronico dai “pioneri”, una strada per far scattare il conto alla rovescia generalizzato.

rischi

Il contestuale innalzamento dei limiti Iva forfettari, da 30 a 65mila euro, dovrebbe in realtà ridurre di molto la platea degli esonerati, ma si tratta di un’illusione ottica: «Questi soggetti potrebbero in effetti fare a meno della fatturazione elettronica, ma i loro fornitori più grandi no, per cui si troveranno a doversi attrezzare ugualmente - spiega Carion - Il rischio dietro tutto questo è l’aumento del “nero”». E ieri il Garante della privacy ha sollevato il protezione dei dati.

Supporti

La Camera di commercio ha messo in piedi un sistema di affiancamento per il passaggio al digitale, le associazioni di categoria informano e forniscono servizi. Il sistema Ascom ha già svolto cinque appuntamenti, con 450 imprese coinvolte, e ne prevede altre due: Gualdo (21 novembre), Bondeno (22) e Codigoro (29). Ci sarà anche un software pro-esercenti. —

Stefano Ciervo

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