Industria 4.0 e big data al sapore di Adam Smith
l’analisiRiflettendo sulle rivoluzioni industriali del passato, a partire da quella inglese del 18º secolo, Patrizio Bianchi docente di Economia applicata nell’Università di Ferrara, dove è stato...
l’analisi
Riflettendo sulle rivoluzioni industriali del passato, a partire da quella inglese del 18º secolo, Patrizio Bianchi docente di Economia applicata nell’Università di Ferrara, dove è stato Rettore fino al 2010 e attuale assessore regionale, ha descritto durante la presentazione del suo libro “4. 0 La nuova rivoluzione industriale” i profondi rivolgimenti sociali e non solo tecnologici derivanti dalla nuova rivoluzione digitale chiamata “Industria 4. 0” .
Spiega Bianchi: «Da un punto di vista tecnologico, il balzo che ha portato alle piattaforme dei bigdata alle macchine interconnesse, alla elaborazione di miliardi di dati e alla personalizzazione di massa è grande; tuttavia, anche la cosiddetta trasformazione digitale sembra rispondere ad un’idea antica, risalente ad Adam Smith che affermò che la ricchezza delle nazioni si fonda sul modo stesso di organizzare competenze, abilità operative ed intelligenza. Solo così si rende il lavoro delle persone capace di generare valore aggiunto».
Introdotto da Riccardo Maiarelli, vicepresidente di Unindustria Emilia-Romagna e da Lucio Poma, professore associato di economia applicata all’università di Ferrara, durante la presentazione del proprio libro presso la libreria “Ibs libraccio” , Patrizio Bianchi si è soffermato sul tema della educazione e dei sistemi di formazione sollecitando l’abbandono della moda della “super specializzazione “universitaria per ritornare al rafforzamento delle nozioni di base ed alla cultura trasversale e multidisciplinare, unico modo di rimanere – ha concluso il professor Bianchi – al passo della tecnologia in ambito industriale». –
Lauro Casoni
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