Il Tar conferma la chiusura della Casa famiglia per anziani
Convalidato dal giudice il provvedimento che era stato disposto dal Comune. Entro novanta giorni nuova sistemazione per gli ospiti. La società: faremo ricorso
POGGIO RENATICO . Non è ancora finita l’odissea degli anziani ospiti delle case famiglia “Tre sorelle” di via Cantone. Il Tribunale regionale infatti ha convalidato il provvedimento di chiusura del Comune di Poggio e ora i familiari degli ospiti della struttura hanno 90 giorni di tempo per trovare una sistemazione alternativa. Anche se i gestori delle strutture non demordono e dopo il ricorso al Tar stanno già preparando il ricorso al Consiglio di Stato.
l’udienza. Mercoledì si è tenuta l’udienza di fronte al giudice, che poi ha sciolto la decisione a distanza di alcuni giorni per la delusione della società che gestisce queste case famiglia (oltre ad altre strutture omologhe a Ferrara e l’ultima nata a Copparo).
«L’istanza di sospensione è stata convalidata- conferma il vicepresidente della società Paolo Nazareno Fortuna -, ma noi andremo avanti per difendere le nostre ragioni. È ovvio che siamo delusi, siamo intervenuti dopo i primi, pochi e non di natura igienica, vizi ravvisati dai controlli di Comune e Usl, problematiche sostanzialmente legate al fatto che le tre case famiglia si trovano all’interno della stessa area, mentre per regolamento dovrebbero essere separate».
interventi edilizi. Il vicepresidente della società da cui dipendono le strutture per anziani evidenzia come sia stato «sistemato tutto a livello di edilizia e creato una separazione, ma i punti a nostro favore non sono stati considerati, mentre è bastata una risposta di poche righe per far interrompere l’attività. Se almeno la motivazione fosse stata esaustiva avremmo capito e sarebbe stato creato un precedente preciso su cui poterci regolare per il futuro”.
il sostegno delle famiglie. A proposito di futuro, rimane da capire quello dei 15 anziani ospitati nelle strutture, i cui famigliari da subito hanno appoggiato i gestori, riconoscendo il lavoro svolto dagli operatori che seguono gli ospiti delle case famiglia. Sostegno che è stato sottolineato anche con una manifestazione di protesta in Comune, che si è tenuta poco dopo la metà di settembre: contro la chiusura, anziani ospiti e i loro parenti si erano recati in municipio, per un acceso incontro con il sindaco .
«I parenti dei nostri ospiti, a differenza nostra che ne avevamo solo sette per sgomberare la struttura, hanno 90 giorni di tempo - spiega Fortuna - per trovare una sistemazione alternativa, nel frattempo restano da noi. Intanto, lunedì presenteremo ricorso al Consiglio di Stato, siamo consapevoli che è difficile opporsi ad una pubblica amministrazione, ma siamo convinti delle nostre ragioni». —
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