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i pedofili della bassa modenese 

Dopo l’inchiesta Veleno Micai: voglio chiedere la revisione dei processi

Samuele Govoni
Dopo l’inchiesta Veleno Micai: voglio chiedere la revisione dei processi

Il caso è da riaprire e i processi da rivedere, almeno secondo Patrizia Micai, avvocato di Bondeno che da vent’anni lavora alla vicenda dei pedofili della Bassa Modenese. Una storia buia e complessa...

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Il caso è da riaprire e i processi da rivedere, almeno secondo Patrizia Micai, avvocato di Bondeno che da vent’anni lavora alla vicenda dei pedofili della Bassa Modenese. Una storia buia e complessa che risale alla fine degli anni Novanta, che ha coinvolto 16 bambini e distrutto intere famiglie. Ora, a distanza di una settimana dall’uscita dell’ottava puntata di Veleno, inchiesta giornalistica di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli che ha riportato alla luce un caso giudiziario che sembrava destinato all’oblio, qualcosa si sta muovendo. E in fretta. «Chiederò la revisione dei processi - annuncia Micai- È un percorso lungo e difficile ma penso sia doveroso intraprenderlo, soprattutto alla luce delle ultime testimonianze. Ci sono persone che vennero giudicate colpevoli e condannate per reati che potrebbero non aver commesso. Se i racconti dei bambini erano completamente falsati, è tutto da rivalutare».

Nei giorni scorsi psicologi e assistenti sociali sono stati convocati nella Commissione servizi sociali, per fare luce sui casi di presunta pedofilia avvenuti vent’anni fa tra Finale Emilia e Massa Finalese. I responsabili dei servizi sociali all’epoca dei fatti, come l’assistente Valeria Donati e il suo capo Marcello Burgoni, sono stati invitati in una seduta convocata appositamente dalla Commissione servizi sociali. Inoltre, il Consiglio dell’Unione area nord di Modena (ente che raggruppa nove comuni della zona), ha deciso di non rinnovare la quota associativa annuale al Cismai: coordinamento dei servizi per i maltrattamenti dei minori in Italia, a cui appartenevano molti degli assistenti protagonisti della vicenda.

«Ci sono tante domande che ancora oggi non hanno avuto risposta. Perché, ad esempio, durante le indagini non furono ascoltate le persone dei paesi? Eppure lo dicevano che nei cimiteri non si era mai visto nulla di sospetto». Tra le varie cose i bambini all’epoca raccontarono di aver preso parte a riti satanici e sacrifici umani, e animali, che avvenivano di notte nei cimiteri. Nessuna prova di ciò è stata mai trovata. Domani sera Patrizia Micai sarà ospite di “Matrix”, programma in onda su Canale 5.

«Sto valutando - conclude - se ci sono presupposti per sporgere denunce penali. Se non dovessero partire d’ufficio, depositerò io stessa degli esposti alla Procura». —



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