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Nuovo progetto per risanare capanni e bilancioni in Valle

Nuovo progetto per risanare capanni e bilancioni in Valle

I proprietari in queste settimane hanno pulito e messo in sicurezza gli argini  «Aspettiamo i permessi dalla Regione per poter rimettere a posto tutto» 

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COMACCHIO. Alcune reti da pesca sommerse, altre strappate, pali e qualche barca di supporto dei bilancioni sospinti dal moto ondoso a ridosso dell’argine Fattibello. È ancora approssimativa la stima dei danni provocati dalla mareggiata di fine ottobre ai capanni da pesca, divenuti un simbolo storico delle valli di Comacchio.

I danni. «I proprietari in queste settimane hanno anche ripulito gli argini dai detriti trascinati durante la burrasca – commenta Maurizio Braghittoni, presidente dell’Associazione italiana pesca sportiva e ricreativa, che rappresenta 110 su 180 capanni distribuiti tra valle Fattibello e i canali sublagunari – e ora sono in attesa della concessione demaniale temporanea, per poter intervenire sia per riparare i danni, che per metterli a norma». «Il Comune ha adottato il piano particolareggiato per la riqualificazione e la valorizzazione dei bilancioni – prosegue Braghittoni – e contiamo che la Regione rilasci a breve i permessi necessari». Una quarantina sono i capanni da pesca dislocati lungo l’argine Fattibello, ma fortunatamente solo una piccola parte di essi ha riportato danni dovuti alle raffiche di vento che sfioravano i 90 chilometri orari e al moto ondoso che, senza soluzione di continuità, dal mare, al canale navigabile ha investito anche le valli.

«Tra i capannisti c’è chi ha l’assicurazione e chi no – va avanti Braghittoni –, e quindi sono spese di ripristino che devono sostenere di tasca propria. Per velocizzare i tempi e concordare un piano di interventi con la Regione, abbiamo chiesto un incontro con tecnici regionali, in presenza del Comune che ha già adottato il piano particolareggiato di recupero».

I capanni. Dal Po di Volano sino a Rimini i capanni da pesca costituiscono una realtà identitaria radicata alle tradizioni culturali degli specchi lagunari attorno ai quali sono sorti già sul finire dell’Ottocento. Nel marzo 2017 il consiglio comunale ha approvato la delibera istitutiva del piano teso alla riqualificazione dei bilancioni, che detta le linee guida per poter effettuare gli interventi necessari di messa a norma.

«Sono stati costruiti in una zona di vincoli e tutele ambientali e paesaggistiche speciali, ossia del Parco del delta de Po – evidenzia il presidente dell’associazione dei capannisti – e appena la Regione ci darà il via, potremo procedere ad esempio rimuovendo i materiali non conformi per sostituirli con tetti in legno, mentre per i capanni edificati in laterizio potremo effettuare lavori di sistemazione e di tinteggiatura con vernici tali da creare uniformità al contesto in cui sono inseriti».

I bilancioni. Anche i bilancioni, alla stregua di edifici di interesse storico, dopo l’ok della Regione, potranno essere oggetto di interventi di restauro conservativo, mentre la sanatoria edilizia consentirà ai proprietari di rimuovere i generatori di corrente e coperture in eternit, ancora presenti in taluni casi. I bilancioni sono da sempre il simbolo di Comacchio e lungo gli argini se ne contano a decine, quasi tutti in attesa di potersi mettere in regola. —

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