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Perego: i nuovi poveri Ascoltiamo il loro grido

Perego: i nuovi poveri Ascoltiamo il loro grido

«Crescono gli uomini italiani e gli immigrati tra i 50 e i 60 anni che non hanno lavoro; crescono i minori nelle famiglie in povertà perché i genitori si dividono; calano gli immigrati, ma crescono i...

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«Crescono gli uomini italiani e gli immigrati tra i 50 e i 60 anni che non hanno lavoro; crescono i minori nelle famiglie in povertà perché i genitori si dividono; calano gli immigrati, ma crescono i richiedenti asilo, anche per i lunghi tempi di attesa di un riconoscimento; crescono gli impoveriti da ludopatie. Sono i volti di questi poveri che incontriamo nelle nostre comunità, che “gridano” e attendono da noi un ascolto, una risposta, una prossimità». Uno stralcio significativo dell’omelia che ieri mattina l’arcivescovo Gian Carlo o Perego ha proferito nell’omelia in Duomo nell’ambito della giornata mondiale della povertà istituita per il secondo anno consecutivo da Papa Francesco. D’altra parte il discorso dei poveri è alla base dell’episcopato del vescovo di Ferrara-Comacchio che ha scelto le parole dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco per inquadrare la giornata: «Oggi e sempre, i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo, e l’evangelizzazione rivolta gratuitamente ad essi è segno del Regno che Gesù è venuto a portare. Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli».

Il vescovo ieri ha poi pranzato alla mensa Caritas, incontrando gli organizzatori. —

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