Chiesa dei Teatini inserita nel piano di ricostruzione, contatti con Acer
Sono stati stimati fondi per 1,7 milioni per il recupero. L’azienda case pronta nel ruolo di stazione appaltante
FERRARA. Il recupero della chiesa dei Teatini di corso Giovecca è arrivato ad una svolta. Il tempio, gravemente lesionato dalle scosse del maggio 2012, da sei anni e mezzo è chiuso al pubblico, ma adesso ci sono concrete possibilità per avviare il complesso processo di risanamento.
PIANO RICOSTRUZIONE
La novità infatti è l’inserimento della chiesa di corso Giovecca nel piano di ricostruzione previsto dalla Regione e i fondi per la sistemazione sono stati quantificati in 1,7 milioni di euro, frutto di una prima stima effettuata dai tecnici dell’ente proprietario della chiesa che è la “Provincia d’Italia dei chierici regolari”, in due parole più semplici, i Padri Teatini.
LA SVOLTA
Comprensibilmente soddisfatta per questo inserimento, l’avvocato Rosalia La Barbera, legale dei padri teatini che in questi anni ha cercato di sbloccare la situazione per fare in modo di far aprire la chiesa che ricopre un ruolo strategico importante nel centro della città e che vanta anche un’antica tradizione religiosa. «Sono ottimista - dichiara La Barbera - per come si sono messe le cose - diciamo che il lavoro è ancora molto lungo ma l’inserimento della chiesa nel piano della ricostruzione fa ben sperare per il futuro. Ci serve anche un ente appaltante e siamo in contatto con l’Acer per procedere, mancano ancora i dettagli ma siamo sulla buona strada».
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STUDENTATO
L’avvocato La Barbera ricorda anche il progetto di ristrutturazione della Casa Parrocchiale che con un intervento di 700mila euro, finanziato dai Padri Teatini, ha portato alla costruzione dello studentato in una delle zone di maggior pregio della città. La chiesa dei Teatini in questi anni di chiusura è stata aperta solo poche volte per consentire saltuariamente le celebrazioni dei riti, ma nei corridoi della canonica. L’interno della chiesa dei Teatini è caratterizzato da un’ampia aula rettangolare, arricchita da grandi cappelle laterali, di cui due ancora più ampie che offrono l’illusione di un transetto. Conserva anche opere d’arte seicentesche, tra cui una tela del Guercino.
CENNI STORICI
«Così come l’esterno - ricorda lo storico Francesco Scafuri - anche l’interno non fu mai completato relativamente all’apparato decorativo di soffitto e pareti, che è quasi del tutto assente, ma questa mancanza e ampiamente equilibrata dalla presenza delle opere d’arte in gran parte seicentesche, alcune delle quali rivestono grande pregio. Chierici Regolari Teatini vennero introdotti ufficialmente anche a Ferrara nel 1616, in un momento di grande espansione dell’Ordine. Inizialmente i religiosi erano soltanto due e, appena giunti nella nostra città, si accasarono presso l’abitazione di Lucrezia Seghizzi, ebrea convertita, donna pia nonché facoltosa di orine senese, che tra l’altro aveva sostenuto la necessità di accogliere i Teatini presso il vescovo di Ferrara. La chiesa subì danni nei bombardamenti del 1944 e fu in gran parte ricostruita».
ACER IN TRATTATIVA
Il direttore dell’Acer di Ferrara, Diego Carrara, confermava ieri l’interesse per diventare la stazione appaltante del progetto di ricostruzione della chiesa dei Teatini dopo i danni subiti dal terremoto. «Abbiamo in calendario un incontro anche la prossima settimana - annuncia Carrara - e ovviamente saremo onorati nel svolgere questo compito per finalizzare la ricostruzione di uno degli edifici storici più importanti della città. Si tratta di un progetto per noi estremamente interessante». —
G.P.Z.
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