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sicurezza antincendio 

Grattacielo, due settimane per decidere Poi si rischia lo sgombero e l’azione penale

Gi.Ca.
Grattacielo, due settimane per decidere Poi si rischia lo sgombero e l’azione penale

Il faro della procura si è acceso sulle condizioni di sicurezza dell’edificio. A dicembre si farà il punto anche sulla proroga 

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Sembra proprio che sul caso Grattacielo si stiano per stringere anche i bulloni dell’inchiesta giudiziaria. Per ora il fascicolo è “in fasce”: dentro c’è solo l’informativa dei vigili del fuoco che individua nel mancato adeguamento alla normativa antincendio una condizione di grave rischio per le famiglie che abitano nell’immobile. Niente indagati per il momento e, forse, un’ipotesi di reato ancora non esplicitata, che prenderà corpo se e quando i magistrati decideranno di iniziare a valutare posizioni e responsabilità dei soggetti obbligati a rispettare le prescrizioni dell’ordinanza.

Il rischio concreto sarebbe stato individuato su questo legame: nell’edificio molti residenti non sono allacciati all’impianto della geotermia, usano cioè altri strumenti per scaldarsi (stufette elettriche etc. che potrebbero innescare le fiamme nei singoli alloggi). L’assenza di un sistema antincendio che isoli le abitazioni dalla tromba delle scale potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità di tutti gli abitanti.

I tempi dell’ordinanza

A far maturare in fretta il procedimento potrebbe essere lo strascico dell’ordinanza sindacale che ha fissato in 120 giorni il termine ultimo per l’esecuzione dei lavori nelle torri. La scadenza dell’atto sarebbe già alle spalle (7 novembre) secondo qualcuno ma secondo altri potrebbe essere spostata più avanti di due-tre settimane, cioè a fine novembre, includendo i tempi di notifica dell’atto sindacale ai residenti. In procura, da quanto si è appreso, sarebbe stato fissato come limite di massima proprio la fine di novembre. Cosa potrebbe avvenire dopo quella data? Se la situazione non cambierà l’indagine della procura potrebbe iniziare a compiere qualche passo in avanti. Dietro l’angolo c’è sempre l’ipotesi sgombero.

Tutte le incognite

Attualmente non c’è certezza sulla concessione del finanziamento (350/400mila euro) da parte dell’istituto bancario interpellato, che chiede garanzie di rimborso. Ma l’ok della banca potrebbe sbloccare l’avvio dei lavori: le ditte interpellate non si muoveranno, infatti, fino a quando al condominio non sarà concesso il fido o comunque non si avranno certezze sui pagamenti. Mancano ancora, inoltre, alcune autorizzazioni necessarie per i lavori: è stata validata solo la parte del progetto che insiste sulle aree comuni, mentre sulla variante “privata” (gli appartamenti) non c’è il via libera del comando regionale dei vigili del fuoco. Che dovrebbe arrivare a fine mese e forse è l’ultimo passo atteso dalla procura prima di iniziare a muoversi. L’amministratrice, Tiziana Davì, ha annunciato la convocazione dell’assemblea entro la metà di dicembre. E il sindaco Tagliani dovrà decidere se concedere una proroga o no. —

Gi.Ca.

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