La Nuova Ferrara

Ferrara

posizioni molto variegate 

Il dilemma dei condòmini tra morosità e prezzi a picco

Il dilemma dei condòmini tra morosità e prezzi a picco

Gli appartamenti vengono  venduti a 10-15mila euro Tra gli abitanti alcune decine sono in arretrato con le bollette C’è chi ha scelto di non pagare

2 MINUTI DI LETTURA





Come non bastasse sul futuro del Grattacielo, pressato in una tagliola tra messa a norma antincendio e possibile sgombero con demolizione, pende anche un’altra incognita. Cosa decideranno le decine e decine di residenti e proprietari chiamati a sostenere un costo di alcune migliaia di euro a testa (7/8mila) per mettere in sicurezza il più grande condominio della città, quando i rispettivi appartamenti oggi sul mercato valgono anche meno di 20mila euro ?I valori più recenti si avvicinano ai 10-15mila.

Qualcuno ha già annunciato che non sosterrà quella spesa, come ha detto Roberto Zaramella l’altro ieri alla “Nuova”: lui ha tentato per due anni di vendere a 30mila euro l’immobile che oggi nessuno vuol comprare a 10mila.

Qualcun altro invece rilancia, come la costituenda associazione “Hsl Tutela Grattacielo” che ha avviato diversi ricorsi contro atti e ordinanze per guadagnare tempo sperando che alla fine si raggiunga una quadra. In mezzo stanno l’amministratrice Tiziana Davì e una schiera piuttosto folta di condòmini («siamo la maggioranza e vogliamo difendere le nostre abitazioni», ribadisce uno dei residenti, Maurizio Rossi), proprietari che appoggiano l’amministratrice ma non intendono ricorrere alle vie legali, ritenute un ulteriore costo e una possibile fonte di tensioni e contenziosi.

Il rebus dei costi

Tra i “litiganti” c ’è chi contesta l’assegnazione dei lavori alle ditte finora selezionate. Davì ripete: «Ce la stiamo mettendo tutta e possiamo farcela, è chiaro che tutti gli abitanti sono chiamati a dare il loro contributo. Stiamo risolvendo anche la questione dell’acqua e dell’accesso agli ascensori». Interventi che si sono resi necessari per cercare una soluzione alla piaga della morosità, che rovescia parte dei costi comuni su chi rispetta gli impegni e paga le bollette.

Uno scenario, quindi, molto complesso e anche complicato da gestire. La questione della morosità sta diventando oggi forse decisiva. Tra i condòmini ci sono una cinquantina di morosi “storici” che hanno arretrati col condominio per circa 100mila euro. Ma c’è anche chi possiede diversi appartamenti all’interno del complesso edilizio e si trova a dover prendere una decisione difficile nella situazione attuale: versare i soldi sperando che poi l’edificio si salvi o evitare l’esborso contribuendo però, a questo punto, a motivare un atto dell’autorità che imponga un eventuale sgombero e/o la demolizione.

Tra questi ultimi c’è la proprietaria di 17 appartamenti, chiamata a contribuire alle spese condominiali e ai lavori per l’antincendio previsti nel bilancio preventivo per 167mila euro. «Non sono arretrati ma una somma in buona parte legata ai costi futuri della messa a norma dell’edificio per tutti i 17 appartamenti», ha spiegato ieri la donna alla “Nuova Ferrara”.—

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google