Il dilemma dei condòmini tra morosità e prezzi a picco
Gli appartamenti vengono venduti a 10-15mila euro Tra gli abitanti alcune decine sono in arretrato con le bollette C’è chi ha scelto di non pagare
Come non bastasse sul futuro del Grattacielo, pressato in una tagliola tra messa a norma antincendio e possibile sgombero con demolizione, pende anche un’altra incognita. Cosa decideranno le decine e decine di residenti e proprietari chiamati a sostenere un costo di alcune migliaia di euro a testa (7/8mila) per mettere in sicurezza il più grande condominio della città, quando i rispettivi appartamenti oggi sul mercato valgono anche meno di 20mila euro ?I valori più recenti si avvicinano ai 10-15mila.
Qualcuno ha già annunciato che non sosterrà quella spesa, come ha detto Roberto Zaramella l’altro ieri alla “Nuova”: lui ha tentato per due anni di vendere a 30mila euro l’immobile che oggi nessuno vuol comprare a 10mila.
Qualcun altro invece rilancia, come la costituenda associazione “Hsl Tutela Grattacielo” che ha avviato diversi ricorsi contro atti e ordinanze per guadagnare tempo sperando che alla fine si raggiunga una quadra. In mezzo stanno l’amministratrice Tiziana Davì e una schiera piuttosto folta di condòmini («siamo la maggioranza e vogliamo difendere le nostre abitazioni», ribadisce uno dei residenti, Maurizio Rossi), proprietari che appoggiano l’amministratrice ma non intendono ricorrere alle vie legali, ritenute un ulteriore costo e una possibile fonte di tensioni e contenziosi.
Il rebus dei costi
Tra i “litiganti” c ’è chi contesta l’assegnazione dei lavori alle ditte finora selezionate. Davì ripete: «Ce la stiamo mettendo tutta e possiamo farcela, è chiaro che tutti gli abitanti sono chiamati a dare il loro contributo. Stiamo risolvendo anche la questione dell’acqua e dell’accesso agli ascensori». Interventi che si sono resi necessari per cercare una soluzione alla piaga della morosità, che rovescia parte dei costi comuni su chi rispetta gli impegni e paga le bollette.
Uno scenario, quindi, molto complesso e anche complicato da gestire. La questione della morosità sta diventando oggi forse decisiva. Tra i condòmini ci sono una cinquantina di morosi “storici” che hanno arretrati col condominio per circa 100mila euro. Ma c’è anche chi possiede diversi appartamenti all’interno del complesso edilizio e si trova a dover prendere una decisione difficile nella situazione attuale: versare i soldi sperando che poi l’edificio si salvi o evitare l’esborso contribuendo però, a questo punto, a motivare un atto dell’autorità che imponga un eventuale sgombero e/o la demolizione.
Tra questi ultimi c’è la proprietaria di 17 appartamenti, chiamata a contribuire alle spese condominiali e ai lavori per l’antincendio previsti nel bilancio preventivo per 167mila euro. «Non sono arretrati ma una somma in buona parte legata ai costi futuri della messa a norma dell’edificio per tutti i 17 appartamenti», ha spiegato ieri la donna alla “Nuova Ferrara”.—
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