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Portomaggiore 

La comunità pakistana e il nodo sepolture «Dateci un cimitero»

M. B.
La comunità pakistana e il nodo sepolture «Dateci un cimitero»

Il rappresentante della consulta comunale lancia un appello «Positivi rapporti nella comunità, ma resta questo problema»

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PORTOMAGGIORE

Un cimitero per le sepolture. È l’appello che lancia Arshad Muhammad, rappresentante della comunità pakistana nella consulta comunale per l’integrazione.

Si tratta di un problema che sta diventando sempre più sentito nella comunità pakistana portuense, sia perché sempre più integrata sul territorio sia perché «è molto, troppo costoso trasportare la salma di un proprio caro in Pakistan».

Quarantaquattro anni, laureato in matematica e fisica in Pakistan. Arshad Muhammad dal 2002 è segretario e referente di svariate associazioni nonché membro della consulta comunale per l’Integrazione. Sposato, 6 figli, Arshad da anni rappresenta i pakistani portuensi e lavora a Bologna in una azienda che produce infissi e serramenti.

Ha la doppia cittadinanza italo-pakistana e ribadisce la situazione a Portomaggiore sia buona: buoni i rapporti con l’amministrazione comunale, ed è stato risolto il problema del luogo di incontro culturale e religioso. E positiva è anche la disponibilità dell’area per il cricket a ridosso del campo di calcio. Ma ora nella comunità pakistana sta assumendo toni sempre più pressanti la questione delle sepolture, in maniera sempre più pressante si sta ponendo la questione dei decessi.

«Una famiglia numerosa – spiega – è, di fatto, impossibilitata a compiere quel viaggio. Alcuni casi di bambini nati morti o vissuti poche settimane sono molto difficili da gestire. Solo pochi mesi fa è stato molto faticoso trovare uno spazio al cimitero di Argenta per un bambino morto a Santa Maria Codifiume».

Secondo i pakistani che vivono nel Ferrarese, servirebbero almeno tre cimiteri, uno per l’Alto, uno per il Medio e uno per il Basso Ferrarese «in modo da poter ricordare i defunti alla maniera del loro popolo, ma sempre nel rispetto delle leggi italiane che ad esempio vietano l’inumazione a terra senza cassa».

Decisioni non sono di competenza dei Comuni e la comunità pakistana si muoverà anche nei confronti della Provincia e del suo presidente. –

M. B.

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