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l'intervista

Maisto: "Candidarmi? Non sono disponibile"

S.C.
Maisto: "Candidarmi? Non sono disponibile"

Il vicesindaco dopo l'assemblea Pd: c'è una forte richiesta di cambiamento e ho grande fiducia nel civismo"

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FERRARA. Massimo Maisto il grande passo l’ha fatto, da vicesindaco in carica, e invita i colleghi di giunta a fare altrettanto.

Cosa ha detto all’assemblea comunale Pd?

Ho detto esplicitamente che non sono disponibile alla candidatura alle prossime elezioni amministrative, in termini assoluti. E non si tratta di una scelta legata alle difficoltà del momento Pd: anche se nei prossimi mesi dovesse cambiare qualcosa nella vita politica nazionale o locale, vorrei chiarirlo, resterei non disponibile.

Da cosa dipende questa scelta, dunque?

Credo ci sia, come ho spiegato all’assemblea, una forte richiesta di cambiamento. Ho grande fiducia nel civismo, nell’associazionismo e del mondo che a Ferrara si oppone all’ipotesi di un governo dei centrodestra. Per far uscire allo scoperto queste forze c’è però bisogno che il Pd tolga di mezzo un po’ di macigni.

Lei crede che sia questo il motivo per il quale non escono alla scoperto questi tanto evocati candidati civici?

Certo, non verranno mai fuori finché restano in campo nomi “pesanti” di amministratori in carica. Se compiamo l’atto di coraggio evocato dall’assemblea, invece, i candidati emergeranno, ne sono convinto. Io questo passo l’ho compiuto, non vorrei restare l’unico e invito tutti coloro che hanno condiviso con me questi anni di lavoro a fare altrettanto: bisogna comprendere qual è il momento di mettersi a disposizione. Ho sentito dire che servono coraggio e orgoglio ma con questi ragionamenti siamo scesi al 17% alle elezioni nazionali, le qualità importanti per il Pd oggi sono invece ascolto e pazienza.

Basteranno a battere il centrodestra?

È senz’altro il modo di offrire un’alternativa al centrodestra, che non ha mostrato mezza idea sulla città e gioca solo sulle nostre divisioni.

Lei è un esponente di primo piano del partito da lustri, vicesindaco da nove anni, prima ancora ai vertici dell’Arci provinciale e regionale. Ora sparirà dalla vita politica?

Ma no, anzi, intendo fare ancor più politica di adesso. Solo non la farò più nelle istituzioni. Dal mio punto di vista è un’opportunità di mettersi a fare altro dal punto di vista professionale.

In quale veste la incontreremo di nuovo, a fine mandato?

Tornerò a fare l’operatore culturale, seguendo quale percorso ancora non so. —

S.C.

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