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Sindaco 2019, il Pd fa un «passo di lato» Dem pronti alla candidatura di un civico

Stefano Ciervo
Sindaco 2019, il Pd fa un «passo di lato» Dem pronti alla candidatura di un civico

Assemblea comunale dice sì alla linea Baraldi: mettiamo con generosità la nostra forza a disposizione di un progetto largo

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Il Pd si dice disponibile a rinunciare alla candidatura a sindaco 2019. Il «passo di lato», clamoroso visto che al vecchio Pci e ai suoi eredi hanno fatto riferimento tutti i sindaci ferraresi del dopoguerra, è stato deciso l’altra sera dall’assemblea comunale del partito, con l’approvazione a larghissima maggioranza (2 contrari e 2 astenuti) il documento presentato dalla segretaria cittadina Ilaria Baraldi. La parola chiave, che trasforma la rinuncia in un atto di apertura alle forze civiche, è «generosità», e ricorre in un paio di passaggi chiave del documento. «L’unico modo che abbiamo per rivendicare la nostra forza è metterla con generosità a disposizione di un progetto più grande, che vada oltre noi e il nostro partito» è il primo passaggio; «al partito chiedo pertanto di essere disponibile ad un gesto di generosità, poiché l’obiettivo non è che vinca il Pd ma che vinca Ferrara, alla quale dobbiamo garantire un futuro governo di centro sinistra».

Serata elettrica

L’attesa per l’assemblea era notevole, da quando erano uscite le risultanze delle assemblee di sezione che puntavano esplicitamente sul cambiamento per il nome del candidato sindaco. Una cinquantina di presenti, un’assenza vistosa, quella del sindaco Tiziano Tagliani, che aveva fatto sapere di essere febbricitante, e interventi frizzanti. Secco e trinciante il discorso del vicesindaco Massimo Maisto, lungo e articolato quello dell’assessore Aldo Modonesi, che non ha ritirato la sua candidatura e non ha partecipato alla votazione finale. Negative le prese di posizione di Alessandro Talmelli e Pietro Turri, i quali avrebbero preferito sì il coinvolgimento della società civile, ma con una base di partenza dem: hanno votato contro.

Quasi plebiscito

Il resto degli interventi hanno sostanzialmente concordato con la linea Baraldi, compresi quelli di Marcella Zappaterra e Paola Boldrini, La segretaria si trova ora in mano il mandato che voleva: andare a parlare con sindacati, associazioni, partiti di sinistra e liste civiche senza quella «autosufficienza», si legge nel documento, che «non è mai stato un valore, nemmeno quando ci ha consentito di governare, perché parallelamente ci ha chiusi dentro, lasciando fuori pezzi importanti di società, bisogni, istanze, e ci ha resi distanti, a tratti arroganti»; potrà quindi dimostrare «che non cerchiamo alleati per completare un progetto già predisposto da noi, che cogliamo essere parte di un progetto civico largo, e che vogliamo farlo con orgoglio e senza presunzione di superiorità». Alla ricerca di «un giusto equilibrio tra la nostra credibilità e le necessità di un’offerta che garantisca il cambiamento».

Stefano Ciervo

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