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spacciava in stazione 

Condannato ed espulso Pusher trasferito a Bari in attesa del rimpatrio

Arrestato, processato, condannato e poi espulso da Ferrara, in poco meno di 24 ore, con un provvedimento in “diretta” del questore che ha emesso il provvedimento di espulsione. Lui, 26enne originario...

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Arrestato, processato, condannato e poi espulso da Ferrara, in poco meno di 24 ore, con un provvedimento in “diretta” del questore che ha emesso il provvedimento di espulsione. Lui, 26enne originario della Nigeria, a Ferrara senza casa, arte nè parte, se non quella di essere un pusher della stazione ferroviaria per gli studenti pendolari, ieri è stato subito trasferito al Cpr di Bari, dai carabinieri che lo avevano arrestato. Il giovane nigeriano è stato condannato per droga ieri mattina, pena di 6 mesi e 1.000 euro di multa, ma soprattutto gli è stata notificato il contestuale decreto di espulsione che il questore Giancarlo Pallini ha emesso subito per permettere il trasferimento. La destinazione per lui è stata il Cpr, Centro permanenza e rimpatrio, di Bari da dove dopo il disbrigo delle pratiche dovrebbe essere rimpatriato. Dovrebbe, perché seppure siano stati velocizzati i meccanismi e la durata dei nuovi provvedimenti introdotti dal Governo Conte in materia di immigrazione, ora per lui inizia la fase dell’accertamento diretto delle generalità e della convalida dell’autorità nigeriane che dovranno valutare se accoglierlo oppure no. Da quanto si apprende, infatti, nel caso un cittadino nigeriano abbia già documenti riconosciuti o possa venire accertata la sua identità attraverso contatti con il consolato del paese d’origine, potrebbe scattare il rimpatrio vero e proprio. Su aerei charter noleggiati ad hoc (quando il numero dei rimpatri è elevato) oppure accompagnato e fatto partire in aereo per il suo paese. Nel caso- come accadeva spesso - non venisse accertata l’identità, potrà essere ospitato al Cpr per al massimo 180 giorni (prima erano meno della metà). Allo scadere dei 6 mesi, la procedura potrebbe essere riattivata (accertamento generalità e convalida paese d’origine). Moltiplicate per centinaia di casi, e si spiegano le difficoltà per i rimpatri, tralasciando le spese: a partire da quelle dei carabinieri di scorta per andata e ritorno a Bari. —

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