Cresce il Reddito di solidarietà Aiutate mille famiglie ferraresi
La provincia estense al quarto posto in Emilia Romagna per numero di beneficiati Rispetto al maggio scorso è aumentata del 30% la platea di chi riceve il sostegno
In Emilia-Romagna cresce ancora il Reddito di solidarietà, sostegno mensile concesso a persone e famiglie in gravi difficoltà economiche che accettano di entrare in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo. Salgono infatti a 10.546 le famiglie, per oltre 25mila persone, a cui è stato erogato in poco più di un anno, delle quali 1.070 in provincia di Ferrara, quarto territorio per beneficiati. Rispetto a maggio scorso, sono aumentati di oltre il 30% i nuclei familiari percettori del Res.
Come funziona
Istituito nel novembre 2016 con legge regionale, il Res dal luglio scorso integra l’analoga misura nazionale del Reddito di inclusione. Il nuovo Res viene, quindi, erogato insieme al Rei, aumentando l’importo della cifra ottenuta. Il contributo economico mensile può raggiungere i 300 euro nel caso di una persona sola e sfiorare i 900 euro se destinato a una famiglia di cinque o più componenti. Lo si può avere per una durata massima di 18 mesi (rispetto ai 12 iniziali), purché si sia residenti in maniera continuativa in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi e possedere i requisiti per l’accesso al Rei, fra cui un Isee annuo non superiore ai 6mila euro (prima erano 3mila). Al Res viene associato un programma di attivazione e reinserimento sociale e lavorativo che, se non viene rispettato dai beneficiari, comporta il decadimento del Reddito di solidarietà, che cessa di essere corrisposto. Per il Res, la giunta regionale ha stanziato quasi 70 milioni di euro per il biennio 2018-2019.
parole e prospettive
«Aiutiamo le persone a riprendere in mano la propria vita attraverso il lavoro, il volontariato, l’impegno sociale - ha detto il governatore Stefano Bonaccini - E il numero dei nostri concittadini che hanno potuto usufruire del Res credo dimostri la bontà dell’idea». Secondo l’assessore Elisabetta Gualmini «il Res non è una semplice misura assistenzialistica ma l’impegno in un progetto per riconquistare, passo dopo passo, la propria autonomia. Prevediamo che entro fine mandato i nuclei familiari a beneficiare della misura arriveranno a 22mila».
A chi va
I beneficiari del Res sono in gran parte italiani (70%), nel 56% dei casi donne. Per oltre duemila beneficiari sono state attivate misure di inclusione socio-lavorativa (orientamento, formazione, tirocini). Da settembre 2017 le domande sono state complessivamente 33.863; di queste oltre 13.000 sono al vaglio dell’Inps per una verifica dei requisiti necessari. I nuclei familiari ammessi sono 10.546, le domande respinte sono state 10.281, per mancanza dei requisiti. A livello territoriale, nella provincia di Bologna i nuclei familiari beneficiati sono stati 2.355, a Modena 1.651, poi Reggio Emilia con 1.129, Ferrara con 1.070, Parma con 1.066, Ravenna con 1.006, Rimini con 919, Forlì-Cesena con 829 e Piacenza con 521. —
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