I titolari della ditta chiusi nel silenzio «È una tragedia»
BOSCO MESOLA. I titolari dello stabilimento Reamar di Bosco Mesola non vogliono parlare. Per tutta la mattina hanno collaborato con la Medicina del lavoro, mettendosi a completa disposizione, ma per...
BOSCO MESOLA. I titolari dello stabilimento Reamar di Bosco Mesola non vogliono parlare. Per tutta la mattina hanno collaborato con la Medicina del lavoro, mettendosi a completa disposizione, ma per il resto le bocche sono rimaste cucite.
«Non è il momento – ha detto il titolare chiudendo il cancello – Mi dispiace ma non posso aggiungere altro». Carlo Panzavolta, 68 anni di Fusignano, non era dipendente dell’azienda di Bosco che si occupa di lavorazione di prodotti ittici ma lavorava per la Vtl di Lugo, una ditta esterna dunque i cui camion generalmente arrivano a caricare nel cortile per poi andare via. Per questo motivo i dipendenti della Reamar poco conoscevano la vittima, qualcuno solo di vista mentre altri non avevano mai incrociato lo sguardo. «Non sappiamo niente, non lo conoscevamo – sussurrano al volo mentre vanno via un gruppo di operai – Siamo però sconvolti, sconvolti per quello che è successo».
La notizia dell’incidente a metà mattina ha iniziato a viaggiare per strade e piazze di Bosco Mesola, Goro e Mesola, tutti paesi che vedono diversi amici e parenti impiegati nella ditta, tanto all’interno dello stabilimento quanto nei vivai in mare. Ecco quindi che per qualche momento il via vai è stato continuo, arrivati in tanti sul posto per avere conferme e rassicurazioni.
Un colpo al cuore è però purtroppo arrivati alla moglie e e ai figli della vittima, tutti residenti nel ravennate che sono arrivati sul posto e poi hanno seguito la salma a Ferrara. Il corpo resterà a disposizione degli inquirenti per l’autopsia e sarà restituito alla famiglia solo nei prossimi giorni. —
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