In coma per le bevute nel pub del centro A processo la titolare
Il caso del Lobo Loco, oggi fallito, diventò nazionale L’accusa è di aver servito degli shottini ad altri minorenni
Il caso diventò nazionale, e portò all'attenzione dell'opinione pubblica l'emergenza del consumo di alcol tra i minorenni e la vendita illegale di superalcolici ai ragazzini: il caso del Lobo Loco, il locale in centro città finito nell'occhio del ciclone due anni fa, per aver venduto alcol ad una ragazzina che andò in coma dopo aver bevuto alcuni shottini (superalcolici in bicchierini, da bere tutto d’un fiato), è tornato ieri in tribunale.
a cinque ragazzini
Sotto accusa davanti al giudice di pace Camilla Brini, la giovane che gestiva il locale, Maria Antonia Galeone che deve rispondere proprio del reato aggravato per aver venduto alcol non solo alla ragazzina che poi venne ricoverata, ma ad altri 4 ragazzini in diverse altre occasioni. Il processo è stato aggiornato per motivi tecnici (sciopero degli avvocati) al 20 marzo prossimo. Un processo che al di là degli aspetti procedurali, riporta d'attualità un problema che la stessa Polizia, il nucleo Amministrativo, ha messo in luce proprio in queste settimane con il bilancio delle attività.
ALTRI TRE LOCALI CHIUSI
Dall'inizio dell'anno, infatti, sono stati ben tre i locali chiusi, soprattutto negozi etnici, per aver venduto alcol a minorenni. Il caso del Lobo Loco, ricordiamo scoppiò tra la fine di settembre e ottobre 2016 quando all’interno del locale una ragazzina dopo aver bevuto diversi shottini andò in coma etilico e finì in ospedale. Non era il solo caso che venne alla luce durante le indagini della Polizia, poichè sono emersi i casi di altri 4 ragazzini, tutti sotto i 16 anni (da qui la contestazione più grave di somministrazione a minorenni).
LUCI SUL PROBLEMA
Un caso che diventò nazionale dicevamo, che però va ridimensionato, poichè va precisato che non vennero mai venduti 18 shottini alla stessa ragazzina (come era emerso dalle cronache di quei giorni) come recita il capo di imputazione. Comunque, il caso servì per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei gestori un problema da affrontare. E comunque da attenuare, viste anche tutte le nuove regole - anche a livello comunale - adottate per la gestione dei locali e nella somministrazione di alcol non solo ai minorenni. Nel frattempo, il locale, dopo questi guai giudiziari è stato chiuso, per fallimento. —
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