La statua dell’Ariosto portata a terra Uno storico restauro
Da quasi due secoli era collocata sulla colonna della piazza Durante il cantiere si potrà vedere l’opera più da vicino
Da ieri i ferraresi possono guardare la statua l’Ariosto direttamente ad altezza d’uomo, senza mettersi con il naso all’insù. La statua del poeta estense, issata su una colonna quasi duecento anni fa al centro della piazza che porta il suo nome è stata calata dall’alto con una grossa gru e posta a terra, dove è iniziato il paziente lavoro di restauro in una specie di cantiere aperto. Il progetto prevede una fase di restauro strutturale e una di eliminazione del degrado dalle superfici, con due cantieri: uno per la statua e uno per la colonna. L’obiettivo, secondo i responsabili del restauro è quello donare un impatto visivo omogeneo all’intero complesso, che oggi ne è privo.
costo dell’intervento
La spesa prevista per l’intervento è di 296mila euro e sarà finanziata in buona parte con i fondi del Ministero della Cultura per il progetto del “Ducato Estense”.
La genesi
Nel 1675 venne eretta in piazza Ariostea la colonna, scolpiti i rami di quercia sul fusto, terminato il capitello, e nel giugno dello stesso anno, posta la statua del Pontefice Alessandro VII (1655-1667). Dal 1796 al 1814 in cima alla colonna si succedettero diverse statue in conseguenza dell'alternarsi delle invasioni francesi ed austriache. Nel 1833 il Comune di Ferrara decise di porre al di sopra della colonna la statua di Ludovico Ariosto e la Piazza assunse il nome odierno di Piazza Ariostea. Nel corso del XIX secolo si sono susseguiti lavori di manutenzione, compresi interventi di rafforzamento strutturale. Nel 1935, al fine di adeguare la Piazza alle manifestazioni delle corse del Palio, si decise di modificarne l'assetto secondo il progetto dell'ingegnere Girolamo Savonuzzi. Venne abbassato il piano della Piazza e durante gli scavi furono messe in luce le fondazioni del Monumento, rivestite con lastroni di pietra e trasformate nei primi due gradoni ad oggi visibili. Gli interventi previsti seguono i principî propri della disciplina del restauro: minimo intervento, compatibilità, reversibilità, distinguibilità, autenticità e si pongono come obiettivo l'unitarietà d'immagine e la conseguente esigibilità complessiva del monumento. —
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