«Senza Terre e Fiumi nessun Comune può andare avanti»
l’intervistaAl centro di quanto sta accadendo nell’Unione c’è il primo cittadino copparese, Nicola Rossi. Già in passato è stato presidente di Terre e Fiumi, adesso dovrà necessariamente rilevare l’in...
l’intervista
Al centro di quanto sta accadendo nell’Unione c’è il primo cittadino copparese, Nicola Rossi. Già in passato è stato presidente di Terre e Fiumi, adesso dovrà necessariamente rilevare l’incarico lasciato dalla Perelli, anche perché dall’1 gennaio 2019 sarà l’unico primo cittadino “vero” dell’Unione, considerato che Riva del Po e Tresignana fino alle amministrative saranno affidate ai commissari prefettizi.
«Premesso che ho saputo delle dimissioni dal giornale - dice Rossi, a cui era stata inviata la mail nel pomeriggio di martedì, quindi ci sta che non avesse fatto in tempo a leggerla - e non è la prima volta che accade (il riferimento è alla notizia del processo di fusione tra Berra e Ro, ndr), posso solo dire che ne prendo atto, anche se non le capisco».
Considerato che da Tresigallo prima della fusione non sono arrivati certo messaggi positivi sull’Unione e in vista delle prossime elezioni, c’è da essere preoccupati per l’ente?
«Io ho una visione estremamente positiva, perché tocco con mano tutti i giorni i servizi, senza i quali né il mio Comune, tantomeno gli altri dell’Unione, saremmo in grado di andare avanti. Siamo un ente di secondo livello, come le Province, i problemi sono oggettivi e diffusi ovunque, ma sono sempre convinto dell’idea che l’Unione è un valore aggiunto. Ma non posso negare che il suo futuro non può prescindere dalle persone e con gli altri sindaci si fanno delle scelte politiche, impossibili da operare con i commissari. Ma non sono preoccupato...».
Dunque, non si deve temere per il futuro di questo ente?
«Di sicuro corriamo qualche rischio, ma è evidente a tutti che senza l’Unione nessun Comune di questa area è in grado di erogare certi servizi e lo si vede per cosa sta succedendo nell’ente che non ne fa più parte (Jolanda, ndr). E questo non lo dice o pensa Nicola Rossi, così come non posso decidere io per gli altri. Ma resto fiducioso sull’Unione».
Alcuni giorni fa i sindacati hanno raccontato di dipendenti in difficoltà per i troppi carichi di lavoro.
«L’Unione è diventata tale nel 2010 per una scelta politica ben precisa. I problemi di personale sono diffusi in tutti gli enti, non solo nell’Unione. Il blocco delle assunzioni crea dei problemi nel reperire personale e nelle sostituzioni. Il compito degli amministratori credo sia quello di ottimizzare le forze e il lavoro di tutti i dipendenti ed è quello che stiamo facendo. Noi sindaci stiamo lavorando assieme ai sindacati per risolvere questi disagi. E sono convinto che ci riusciremo». —
D.B.
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