Unione, l’addio del presidente «Dobbiamo pensare al futuro»
La Perelli spiega le ragioni delle dimissioni anticipate dalla guida dell’Unione «Nessuna polemica: l’ente deve funzionare al meglio, perciò mi faccio da parte»
«Non capisco tutto questo clamore e, soprattutto, non capisco come sia possibile che una mia lettera girata ai sindaci colleghi dell’Unione Terre e Fiumi alle 17.30 di martedì pomeriggio sia arrivata tanto presto ai quotidiani. Era una comunicazione riservata, nella quale spiegavo loro che avrei presentato le mie dimissioni nella prossima giunta (in programma questa mattina, ndr), le quali poi sarebbero approdate al prossimo consiglio dell’Unione, di fatto pochi giorni prima della scadenza naturale del mio mandato». A parlare è Laura Perelli, sindaco di Formignana e da martedì, come spiegato da lei stessa, ex presidente dell’Unione Terre e Fiumi.
i motivi della scelta
Come già era stato spiegato in occasione della fusione, che a partire dall’1 gennaio del prossimo anno vedrà uniti i Comuni di Formignana e Tresigallo, il mandato biennale di presidenza della Perelli sarebbe scaduto il 21 dicembre. «Prendo atto della mia imminente scadenza, prima di presidente dell’Unione, poi di sindaco di Formignana. Aggiungendo poi impegni lavorativi, ho deciso di rassegnare le dimissioni per iniziare la discussione sul futuro dell’Unione con un mese di anticipo».
ente da ricostruire?
Certo, le dimissioni che arrivano dopo la segnalazione dei sindacati sui problemi dei dipendenti e in vista di elezioni amministrative che potrebbero cambiare radicalmente gli scenari, l’Unione rischia di trovarsi spaccata. «Io credo ancora nell’Unione e le mie dimissioni sono un modo per dimostrare che metto davanti le istituzioni alle persone. Il nostro ente funziona, ci sono criticità che vanno risolte ma anche quest’anno la Regione ci ha premiato per la qualità dei nostri servizi. Tutto è perfettibile e sicuramente per i prossimi sindaci ci sarà tanto da lavorare, sia nei rispettivi Comuni che per l’Unione, ma l’importante è impegnarsi per il territorio».
fusioni pro o contro
Uno dei temi sul tavolo è, indubbiamente, il futuro dell’Unione con la nuova realtà, ossia tre Comuni contro i precedenti sei. «Se le fusioni sono state portate a termine per pensare di gestire tutti i servizi in proprio, significa che non abbiamo capito niente. I contributi in arrivo sul territorio dovranno servire a dare nuova linfa e stimolo, anche all’Unione».
«Ripeto - conclude la Perelli -, ho rassegnato le dimissioni per dare il tempo a tutti di iniziare a pensare al futuro dell’Unione, sapendo che al mio posto ci sarà Nicola Rossi, che ha già guidato l’Unione. Dall’1 gennaio i nuovi Comuni dovranno essere operativi e lo saranno, così come l’ente dovrà continuare ad erogare tutti i servizi che ha erogato fino ad oggi». —
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