West Nile, niente studio sul vaccino Il ministero: misure per ora sufficienti
Il ministero della Sanità sta già facendo il possibile, con tavoli tecnici, studi e progetti, per venire a capo dell’infezione West Nile, per ottenere «buone e documentate risposte scientifiche al...
Il ministero della Sanità sta già facendo il possibile, con tavoli tecnici, studi e progetti, per venire a capo dell’infezione West Nile, per ottenere «buone e documentate risposte scientifiche al fine di prevenire» il contagio. Termina così la risposta che il sottosegretario ha inviato a Paola Boldrini, che aveva sollecitato uno studio da parte dell’Istituto superiore di sanità, preludio di un vaccino, idea suggerita dagli epidemiologi ferraresi.
numeri impressionanti
Lapidaria la conclusione della senatrice: «Non si darà vita a nessun protocollo scientifico capace di contenere il virus e nel bilancio 2019 non ci sarà alcuna voce con risorse specifiche da destinare all’Iss, sono insoddisfatta nei contenuti e nei tempi della risposta. Evidentemente gli oltre 100 casi regionali d’infezione neuro invasive, gli oltre 20 decessi, di cui circa la metà a Ferrara, non sono ritenuti numeri sufficienti per prendere in considerazione la questione».
Le cinque pagine di risposta del sottosegretario ripercorrono la storia dell’infezione da West Nile in Italia, il cui primo focolaio risale al 1998 in Toscana. Il piano di sorveglianza italiano è stato riconosciuto dalla rivista Eurosurveillance «uno dei più completi a livello europeo». Tuttavia il ministero ammette l’eccezionalità dell’infezione dell’estate scorsa, sia per l’insorgere dei primi contagi (già a giugno), sia per il «numero più elevato dell’atteso di casi umani, anche in forma neuro invasiva e di decessi», e dell’elevata circolazione virale in zanzare e uccelli. In Italia sono stati segnalati 577 casi umani, di cui 230 in forma neuro invasiva con 42 decessi, e 68 in donatori di sangue. A Ferrara ci sono stati 10 decessi e 14 forme neuroinvasive.
misure timide
Le misure ministeriali sono contenute nella circolare del 7 agosto, con raccomandazioni sulla manutenzione e pulizia delle aree verdi, eliminazione dei rifiuti, drenaggio, sensibilizzazione della popolazione e misure zanzaricide straordinarie a carico delle Regioni. Nel vertice del 5 settembre si decise di limitarsi ad aiutare i Comuni, con l’istituzione di un Tavolo istituzionale. Poi un progetto per «rafforzare la formazione in entomologia» degli operatori, e uno studio sull’effetto delle variabili climatiche. «Assoluta incapacità di affrontare seriamente il problema che tra pochi mesi si ripresenterà» è la chiosa di Boldrini . —
S.C.
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