L’Ariosto è sceso tra di noi Cantiere aperto ai visitatori
Domenica 2 dicembre si potrà vedere da vicino la statua e ascoltarne la storia Intervento prolungato di due mesi per danni strutturali più gravi del previsto
Con i suoi cinque metri di altezza per settanta quintali in pietra di Vicenza, per anni e anni ha guardato dall’alto i ferraresi, lontano e irraggiungibile, in stupefacente equilibrio sul suo piedistallo («come un camion su una colonna», ha sintetizzato lo studioso Francesco Scafuri). Ma in questi giorni l’Ariosto è sceso tra noi. La statua del poeta dell’Orlando Furioso, dopo un non facile trasporto a terra per permettere le necessarie operazioni di restauro, si trova a portata di occhi nello spiazzo verde della piazza a lui dedicata.
Occasione unica
«Un’occasione unica, per la città - ha spiegato ieri l’assessore Aldo Modonesi nel fare il punto sullo stato dei lavori di ripristino - L’ultima volta che la statua era stata portata a terra risale a un secolo fa». Un peccato non approfittarne. Così domenica 2 dicembre il cantiere sarà aperto ai visitatori, con la possibilità di ascoltare non solo la storia della statua, ma anche quella dei restauri (non sempre felici) a cui è stata sottoposta nel tempo. E, soprattutto, guardarla finalmente da vicino. Le visite, tenute dallo storico e studioso Francesco Scafuri, si terranno al mattino dalle 10 alle 12, e poi al pomeriggio dalle 15 alle 17.
L’intervento su piazza Ariostea, ha ricordato Modonesi, è stato finanziato dal Ministero per i Beni Culturali e dal Comune nell’ambito del progetto Ducato estense, per un importo complessivo di 290mila euro. Alla prima fase, relativa alla nuova illuminazione, è seguita appunto quella del restauro della statua, che si è rivelato più impegnativo del previsto al punto da rendere necessaria una proroga dei lavori, che dovevano terminare a metà novembre, di altri due mesi.
Danni strutturali
«Le operazioni sono in fase avanzata per quel che riguarda l’aspetto superficiale e la pulizia della statua - ha spiegato l’architetto Benedetta Caglioti, progettista e direttrice dei lavori affidati alla ditta Gerso Restauro d’Opere d’arte srl di Ravenna - ma in fase di verifiche preliminari sono emersi problemi strutturali che interessano anche il podio e il capitello. Quest’ultimo sarà dunque smontato, ripulito in ogni sua parte e riassemblato con un rinforzo strutturale importante. Le lesioni sono dovute sia al materiale di non grande qualità, sia per un degrado provocato da restauri non appropriati risalenti agli anni Sessanta».
Solo dopo un pieno restyling, non solo estetico ma dunque anche strutturale, la statua scolpita dai fratelli Vidoni e ripresa da Antonio Zuffi potrà tornare sulla colonna da dove sormonta la piazza dal 1833.
L’intervento sull’Ariosto non conclude peraltro il progetto. Resta la riqualificazione dei catino con l’assegnazione della gara entro l’anno e l’inizio dei lavori subito dopo. —
Alessandra Mura
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
