L’ex casello verrà recuperato Lavori al via con l’anno nuovo
La struttura risale agli anni ’30 dello scorso secolo Per la ristrutturazione saranno impiegati 160mila euro e occorreranno circa 6 mesi
MIRABELLO. Chiuso da anni verrà finalmente recuperato e riconsegnato agli abitanti l’ex casello ferroviario di Mirabello. Dopo un primo bando andato deserto, ora pare che una ditta interessata ad occuparsi dei lavori di ristrutturazione e consolidamento sia stata finalmente individuata. Adesso si tratta di completare e “sbrigare” tutte le pratiche burocratiche e partire.
Il cantiere potrebbe insediarsi già a inizio anno e completare i lavori nel giro di cinque o sei mesi. Le risorse messe a disposizione per compiere gli interventi di adeguamento antisismico e ristrutturazione, ammontano a poco meno di 160mila euro (159.772,31, per l’esattezza). In corso d’opera, o una volta terminata, l’amministrazione deciderà, in accordo con gli abitanti di Mirabello, come utilizzare gli spazi ritrovati.
l’edificio
L’ex casello ferroviario risale agli anni Trenta del secolo scorso. Con due stanze al pian terreno e due al primo piano, ospitava gli uffici e l’abitazione del casellante. Quando la ferrovia che collegava Ferrara a Modena è stata bombardata, sul finire del secondo conflitto mondiale, l’edificio ha smesso di svolgere la funzione per la quale era stato costruito. Nel corso degli anni è stato spesso utilizzato anche come piccolo deposito per gli attrezzi comunali ma ora, dopo gli interventi, verrà ridestinato.
le possibilità
Non è ancora stato deciso se l’ex casello verrà utilizzato come sede per associazioni o se, invece, verrà adibito a presidio ambulatoriale. «Non abbiamo ancora deciso perché - spiega il sindaco di Terre del Reno, Roberto Lodi - sono tanti gli spazi che nei prossimi mesi andranno gestiti. C’è la scuola di piazza Roda, che sarà libera non appena sarà pronto il polo scolastico. C’è il municipio di Mirabello che, una volta completato il restauro delle medie di Sant’Agostino, sede del nuovo Municipio sarà liberato. Per non rischiare di ritrovarci con alcuni spazi sovraffollati e altri vuoti, stiamo decidendo man mano le varie destinazioni d’uso». —
Samuele Govoni
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