Da Roma e Toledo per l’addio al commercialista di 44 anni
Tanta gente in chiesa per i funerali di Alfredo Zanella morto per una malattia. La fidanzata: «Dovevamo sposarci, ma la vita per te ha scelto un altro finale»
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COPPARO. Giornata triste quella di ieri per molti copparesi, che hanno dato l’ultimo saluto ad Alfredo Zanella, il commercialista 44enne morto a causa di un male incurabile. La messa è stata celebrata da don Julien Tapsoba, il quale ha portato le condoglianze della parrocchia e di tutta la comunità ai famigliari del 44enne, agli amici ed alla fidanzata Elisa.. Proprio quest’ultima, legata a Zanella da vent’anni e con il quale viveva a Ferrara, ha letto un lungo messaggio di ricordo, non riuscendo a tenere a freno la commozione per la dolorosa perdita subita.
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L’amico e compagno. «Amici così non se ne trovano tutti i giorni, sempre disponibile per tutti - ha detto Elisa -. Ringrazio le persone che nonostante la lontananza sono venuti, amici di Roma e Toledo e alcuni volevano partire dalla Norvegia. È giusto ringraziare queste persone che hanno compiuto un tale viaggio per poche ore».
«Chi conosceva Alfredo - continua - sa che aveva un modo tutto suo per rivolgersi alla gente: era un gran predicatore, ma riservato. Credo però avrebbe appoggiato questa mia iniziativa, in fondo diceva che le mie cose erano sempre fatte bene... È sempre stato intuitivo e riflessivo, mai una scelta azzardata e non amava stare al centro dell’attenzione ma queste parole le merita».
Vita difficile. Come raccontato, Zanella ha iniziato molto presto a lavorare per mantenere gli studi, che lo hanno visto conseguire la laurea in Economia e commercio all’Università di Bologna. «Fin da bambino si è dovuto destreggiare nella quotidianità, raggiungendo gli obiettivi, laurea e uno studio proprio. Ha fatto tanti lavori e in uno di questi ci siamo conosciuti, era il 1997. Esternamente uomo duro, sempre in lotta contro il sistema, bastian contrario, ma dentro aveva un cuore. Lo chiamavano Alfred, Ale, al dutòr: ha saputo farsi voler bene dalle persone. Di strada in questi anni ne abbiamo fatta, ci siamo divertiti ma mai abbandonati: voi avete perso un amico fraterno, un collega, io la vita che mi ero scelto. E a lui bastava ci fossi io: qualsiasi posto andava bene. Era anche un eterno ritardatario - continua la fidanzata -, a volte anche un’ora, ma come diceva lui, non aveva altri difetti e manteneva tutte le promesse. Gli piacevano il cibo e il vino buono per la cantina. Ultimamente in cuor suo aveva già capito tutto, aveva quella nota di pessimismo che gli dava sempre ragione nei fatti. Il 7 gennaio 2018, il giorno del suo compleanno, mi disse “Ti sposo entro la fine dell’anno e sai che le promesse le mantengo sempre. Mi aveva anche inoltrato un invito di matrimonio... ma la vita ha scelto un altro finale per lui... Ora sarai con Rita, Giuli, Sabrina e tua mamma a fumarti una sigaretta. Ciao, sarai sempre nei nostri cuori». Parole salutate da un lungo applauso. —
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