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I campi rovinati da 300 nutrie «Il mio raccolto è devastato»

G. C.
I campi rovinati da 300 nutrie «Il mio raccolto è devastato»

Parla un agricoltore del Mezzano i cui terreni sono invasi  dai roditori molto dannosi «Prima i cocomeri rosicchiati poi sono passati alle zucche»  

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LONGASTRINO. Pur essendo agricoltore/coadiutore, Giorgio Chiodi, 74 anni, residente a Vaccolino, ma con gli appezzamenti di terreno nel Mezzano, non è riuscito a salvare il suo prodotto dall’assalto delle nutrie. Su due ettari o poco più di zucche, il suo ricavo sarà tra il 35 ed il 40%, come dire che il roditore gli ha devastato il raccolto per circa il 60%.

il faccia a faccia

«Quando lo dicevo nessuno ci credeva ma poi, quando qualcuno è venuto qui nella mia azienda nella zona 8 del sud est del Mezzano, a Longastrino – racconta – è rimasto impressionato ed ha calcolato che ci possono essere oltre 300 nutrie di tutte le pezzature. Prima hanno rosicchiato i cocomeri e poi, in poco tempo, sono passati alle zucche, l’ultima coltura in campo».

Chiodi racconta di un faccia a faccia con una nutria, quando «nei giorni scorsi mentre staccavo il picciolo di una zucca, ho lanciato le forbici contro una nutria per mandarla via: mi si è girata contro e non avendo gli stivali mi sono allontanato perché era molto grande. E questo è solo un episodio che di una misura ormai colma».

lunga procedura

L’agricoltore sa anche che per evitare danni provocati da questi roditori incalliti, i sistemi sono tre: la prevenzione con la rete stesa sul perimetro dell’appezzamento, le gabbie per le catture e l’intervento dei coadiutori quando è possibile. «Ne sono a conoscenza – precisa – perché sono coadiutore. Però è successo che mia moglie ha portato il gesso al braccio per 40 giorni e io ho avuto problemi seri al ginocchio e quindi, stendere un km di rete datami dalla Provincia su dei pali prestati dall’Atc di Argenta, non siamo riusciti a farlo in tempo e così abbiamo subito l’invasione delle nutrie. Come coadiutore – aggiunge – posso solo lamentarmi perché, ognuno di noi, prima di intervenire deve applicare una procedura lunga, a sue spese e la stessa cosa per chiudere l’intervento. Dobbiamo anche comprare le cartucce: ma si può? Le nutrie non si abbattono con un colpo di spugna e mi sembra eccessivo che per un beneficio sociale io debba subire una doppia “legnata”: come agricoltore e coadiutore. Perché non concedere un permesso permanente senza aprire o chiudere l’intervento e fare il resoconto a fine settimana? Chi deve controllare può farlo in qualsiasi momento. I danni? So che non potrò chiederli ma vorrei che l’opinione pubblica, indipendentemente da quello che dice la Brambilla, le nutrie vanno abbattute. Ho 74 anni – conclude –, ho fatto scuola di vita in mezzo alla gente, ho prodotto alimenti e vorrei che, chi ha funzioni pubbliche sia disponibile ad ascoltare i nostri problemi». —

G. C.

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