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Il tribunale conferma «Camelot raggirata»

Il pasticcio di Gaibanella che aveva sullo sfondo uno dei tanti interventi in città per ospitare migranti, ha avuto una conclusione giudiziaria: la causa civile voluta dalla coop Camelot contro la...

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Il pasticcio di Gaibanella che aveva sullo sfondo uno dei tanti interventi in città per ospitare migranti, ha avuto una conclusione giudiziaria: la causa civile voluta dalla coop Camelot contro la società Global Business Service, si è risolta a favore di Camelot stessa.

A renderlo noto è la stessa coop spiegando che il Tribunale di Ferrara, con la sentenza depositata ieri, ha accolto le ragioni della coop e dichiarato «nulla per dolo» la convenzione con Global che aveva offerto un immobile dove ospitare i migranti. «È incontestato - recita la sentenza - che il giorno seguente alla stipula (3 agosto 2016), la Coop Camelot ha appreso una serie di circostanze di cui non era stata informata: l’opposizione della proprietà (società Robinie) all’utilizzo pattuito e soprattutto la procedura di espropriazione in corso in Tribunale».

Insomma, Camelot aveva sottoscritto una convenzione d’affitto con Global per un immobile, di cui di fatto non poteva prenderne possesso. «Emerge dunque - spiega la nota - la correttezza dell'operato di Camelot a fronte di “una condotta materiale idonea ad ingannare" (la sentenza, ndr) da parte di Global». Tutto ruota attorno al fatto che Camelot aveva necessità di spazi nella Villa Modoni a Gaibanella dove ospitare richiedenti asilo del progetto Mare Nostrum gestito da Camelot. Nella richiesta era stato chiesto (come riportato nella sentenza) «se fosse possibile destinare la struttura all’accoglienza e se la proprietà ne era informata ed era d’accordo». Ma Global aveva nascosto la realtà dei fatti, «ponendo dunque in essere un raggiro nei confronti di Camelot». —

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