«Subito nuove leggi con percorsi più veloci alle denunce di abusi»
L’annuncio del viceministro Morrone alla cerimonia di ieri Il sindaco: «fenomeni da vincere con educazione e cultura»
Una panchina rossa, simbolo di contrasto ad ogni forma di violenza contro le donne: un simbolo che da ieri è stato collocato davanti alla Casa circondariale “Costantino Satta”, inaugurato con una cerimonia alla presenza del sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone che ha annunciato il progetto di legge “Codice Rosso” (voluto dai ministri Giulia Bongirono, Matteo Salvini e Alfonso Bonafede) per contrastare il fenomeno. Non potevano mancare i sindaci di Ferrara Tiziano Tagliani e di Masi Torello Riccardo Bizzarri e presenti anche rappresentanti di tutte le forze dell’ordine .
Sofferenze di vita
La “panchina rossa” rappresenta una testimonianza ed un omaggio verso chi subisce violenze fisiche e morali, come ha ribadito il comandante del reparto di Polizia penitenziaria, Annalisa Gadaleta, parlando anche a nome del direttore del carcere Paolo Malato: e ha ricordato la spaventosa cifra di 8414 denunce presentate quest’anno in Italia e soprattutto i 97 femminicidi. «Sofferenze di vita – ha concluso il comandante – sulle quali questa panchina tinteggiata dai detenuti, terrà alta l’attenzione accanto ad un luogo di dolore ma anche di speranza».
Segnale di pericolo
Per il suo colore rosso, il sindaco Tagliani ha descritto la panchina come se fosse «un segnale di pericolo» in questa nostra società dove i casi di violenza sono in continuo aumento. «Una recrudescenza di questi fenomeni – ha proseguito – dimostra l’assenza di quei valori sui quali ci siamo formati, fenomeni che per essere vinti avrebbero bisogno di educazione e cultura». Si è rivolto prima a tutto il personale che lavora nelle carceri, il sottosegretario Morrone, esaltandone impegno e difficoltà: «E’ mio l’impegno perchè operino in sicurezza». Mentre, «verso le donne maltrattate si sta preparando il progetto di legge Codice Rosso che sarà attivo al più presto e consentirà ai magistrati di prendere provvedimenti entro 72 ore dopo le denunce».
Denunciare e dare aiuto
Quindi Morrone ha ribadito che «a molte donne manca il coraggio di parlare e di denunciare. Non possiamo permetterlo. Chiedere aiuto alla rete di supporto, di forze dell'ordine, istituzioni centri antiviolenza, è il primo passi per uscire dalla violenza». —
Margherita Goberti
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