Un secolo e mezzo di benefici Che festa per la Società Operaia
L’ente di mutuo soccorso fra aiuto, cultura e sostegno «La nostra attività è ancora molto attuale e preziosa» Il sindaco: un’eccellenza
BONDENO. Il 23 agosto del 1868 cominciava la storia della Società Operaia di mutuo soccorso. Nata per dare un senso alla parola “aiuto”, in un momento in cui accanto al sostegno economico diventava importante anche l’alfabetizzazione dell’Italia da poco unita. Un evento, quello di ieri mattina alla sala 2000, che andava celebrato a dovere per il 150º anniversario del sodalizio, con tanto di piccolo concerto della filarmonica “G. Verdi” di Scortichino.
L’INTERVENTO
«Un patrimonio per la collettività – ha spiegato il primo cittadino Fabio Bergamini –, che ha sostenuto la cultura e l’aiuto, anche nei momenti più delicati della nostra storia. Perché voi tutti fate dell’associazionismo e della solidarietà un cardine della vostra meritoria attività. La nostra generazione è cresciuta con un sistema del welfare ottimale, ma oggi assistiamo invece ad uno smantellamento progressivo o all’aumento dei costi di questo sistema. Non vorremmo che la funzione della Società Operaia torni ad essere quella dell’aiuto al prossimo».
la mostra
È stata aperta anche una mostra, nella sede della Società di viale Repubblica, con le immagini più significative e i documenti degli ultimi quarant’anni. Ci si interroga, in sala, sull’attualità di un’istituzione come questa. «Esiste la difficoltà nel coinvolgere nuovi soci – spiega il presidente della Società, Paolo Saltari – ma ritengo che la nostra attività sia ancora attuale, nel merito della promozione della cultura. Centocinquanta anni di storia sono un bel traguardo e abbiamo vinto almeno la scommessa di poter portare così tante persone alla sala 2000 in un momento come questo».
il ricordo
Anna Maria Quarzi, dell’Istituto di storia contemporanea, sottolinea come «il sodalizio di Bondeno è stato tra i primi a nascere – dice la professoressa Quarzi – con l’intento di darsi una mano (nel logo compare proprio questa icona; ndr) con l’idea di aiutare il prossimo e insegnare a scrivere. Anche per andare a votare. Chi cercò di fondare la Società Operaia nel XIX secolo si ispirò ad istituzioni già presenti nel Medioevo».
La Società Operaia nasce con un impronta decisamente maschile, si apprende, ma nel contesto nasce anche una cooperativa di donne tessitrici (con una scuola per ricamatrici) che è il primo esempio di questo tipo in Italia: «Intanto che si apprendeva un lavoro – dice Quarzi – si leggevano brani».
Nell’ambito della cultura, un valore assoluto nella storia della Società Operaia lo ha avuto la musica e la valorizzazione dei burattini, che appartengono alla storia della commedia dell’arte. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google