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Il pane congelato o surgelato non è pane fresco

Il pane congelato o surgelato non è pane fresco

Cambiano le regole, dal 19 dicembre il preocesso di conservazione dovrà essere esplicitato in etichetta. L'Ascom esulta: una vittoria per i prodotti locali come la ciupeta

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FERRARA. Dal prossimo 19 dicembre il pane confezionato che ha subito un “processo congelamento o surgelazione” o contiene “additivi conservanti” non potrà essere venduto come fresco e in etichetta dovrà essere riportata l’indicazione “Conservato” oppure “A durabilità prolungata”. E'  la conseguenza dell'entrata del decreto 131 del 1° ottobre 2018 – “Regolamento recante disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato» – commenta l'Ascom, che esulta.
"Si tratta di una vittoria per chi opera quotidianamente per la promozione e la salvaguardia del pane fresco - l'esempio più eclatante la "ciupeta" nota in tutto il mondo per la sua bontà unica e frutto di una ricetta secolare - e che premia la professionalità di offrire tutti i giorni ai palati dei ferraresi (e non solo) un prodotto fresco ed inimitabile",  la dichiarazione di Romano Perdonati, presidente dei Panificatori Ascom Ferrara e decano dei maestri dell'arte bianca. 
In particolare il pane conservato poi dovrà essere posizionato in scomparti ben distinti da quelli dove si trova il pane fresco. Quest'ultimo viene definito tale (fresco)  quando preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione,  privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante”.

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