La Nuova Ferrara

Ferrara

poggio renatico 

L’argine del Reno in balìa di volpi, tassi e nutrie «Ci serve aiuto»

Samuele Govoni
L’argine del Reno in balìa di volpi, tassi e nutrie «Ci serve aiuto»

Il sindaco Garuti chiederà un incontro con la Regione per trovare una soluzione «Buchi di 30 centimetri, la stabilità della terra a rischio»

2 MINUTI DI LETTURA





POGGIO RENATICO. Il tratto dell’argine del fiume Reno situato nella zona est di Poggio Renatico, a poche centinaia di metri fuori dal centro abitato è diventato, come dice il sindaco Daniele Garuti, «una gruviera». L’area è completamente nelle mani, anzi nelle zampe, di nutrie, tassi e volpi che, hanno scavato e costruito lì le proprie tane. Tunnel e buchi di quaranta centimetri di diametro, tutti ravvicinati, che rischiano di compromettere la stabilità dell’argine. La zona, prolungamento di via Magri, non è abitata. La villa, ormai ridotta a poco più di un rudere, che si trova sulle sponde del fiume, è vuota da anni. Frontisti non ce ne sono e quindi la vegetazione si è reimpadronita del perimetro. Piante, arbusti e erbacce crescono indisturbate e, essendo area demaniale, i privati non se ne possono occupare; se “scoperti” sarebbero multati. Insomma, di fatto, è tutto abbandonato a se stesso.

la preoccupazione

«Ma qualcosa si deve pur fare perché - ha detto il primo cittadino di Poggio Renatico -, così non si può andare avanti, è un rischio troppo grosso. E se così malconcio l’argine non reggesse una piena? Ricordo che il Reno ruppe nel 1951». Il Comune, insieme ad altre amministrazione del Bolognese, nei mesi scorsi aveva chiesto alla Regione di aprire un tavolo tecnico per decidere le modalità di azione ma dopo due incontri, ancora nulla è stato fatto.

«Nei prossimi giorni - prosegue Garuti - scriverò alla Regione, perché quell’area in particolare penso necessiti di interventi urgenti. Il problema è che per la manutenzione mancano le risorse ma la zona va sanata».

le priorità

Tagliare tutta la “giungla” che si è creata nei pressi della villa e chiudere le buche, questi sarebbero i primi passaggi, quelli indispensabili. Poi arriva il resto e cioè tenere monitorata e pulita la zona. «Sono situazioni che si ripetono periodicamente, non c’è niente di straordinario qui. Però - conclude il primo cittadino poggese -, anche se a fatica, vanno fronteggiate». —

Samuele Govoni

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google