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POST-TERREMOTO

La Collegiata di Pieve di Cento ha riaperto: «Grande gioia»

Beatrice Barberini
La Collegiata di Pieve di Cento ha riaperto: «Grande gioia»

Tanti fedeli per la rinascita, a sei anni e mezzo dal terremoto Il vescovo Zuppi: «É la casa di tutti, più luminosa di prima» 

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PIEVE DI CENTO. «Dopo la distruzione inferta dal sisma, oggi risorge la Collegiata. Rappresenta tutta la comunità di Pieve di Cento. Ne è al contempo l’identità più vera, la casa di tutti e il tempio di Dio». Giorno di festa ieri pomeriggio, per la riapertura della Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. . Una grande emozione ripercorrere la storia che tutta la comunità di Pieve di Cento ha vissuto, e di cui tutti sono orgogliosi. È la storia della caduta e della rinascita della splendida chiesa pievese.

Un passo avanti anche per tutto il territorio colpito dal sisma del maggio 2012, una terra che sta lavorando per portare a termine la ricostruzione post terremoto.

Schierati per l’occasione, in una chiesa gremita da tantissimi bambini, il sindaco Sergio Maccagnani, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il deputato Francesco Critelli, assieme a forze dell’ordine e volontariato, agli amministratori di Cento e Castello d’Argile e a tutta la Compagnia del SS. Sacramento. Accompagnata dal Coro polifonico e dal coro delle chitarre (75 coristi e 5 chitarre insieme), la messa di riapertura è stata celebrata dall’arcivescovo Matteo Zuppi, circondato da una schiera di parroci, tra cui don Angelo Lai e don Paolo Rossi. E nel ricordare il cardinal Caffarra, l’arcivescovo ha detto: «Dopo che il terremoto l’ha distrutta, facendone crollare parte della cupola, oggi a distanza di 6 anni e mezzo, in questa chiesa risuona la parola di Dio. Dopo le lacrime e la paura legati al sisma, oggi questa chiesa, casa di tutti, è luogo di gioia e resurrezione, in cui si compie l’amore eterno di Cristo. Oggi, questa casa è più bella e più luminosa di prima, esempio della forza dell’uomo che riesce a ricostruire, che non si arrende e va oltre al male».

Un momento tanto atteso da tutta Pieve, motivo di grande partecipazione ed emozione: «Questa Collegiata – ha sottolineato Zuppi – riapre grazie al collegamento di Regione, Comune, comunità, Soprintendenza, Chiesa, impresa. È grazie alla comunione che si riescono a fare cose straordinarie come questa. L’auspicio è che tutti i luoghi di culto vengano recuperati».

Tra gli applausi, tantissimi i “grazie” che il parroco ha rivolto a tutti coloro che hanno lavorato e collaborato, in primis progettisti, tecnici dell’impresa Leonardo, restauratori che hanno lavorato con professionalità e amore per oltre due anni per ridare vita alla chiesa.

Poi il sindaco Maccagnani: «Questa chiesa, colpita dal sisma, fa parte di una storia che non dobbiamo dimenticare. È la storia della nostra comunità, fatta di uomini, di lavoro, di impegno per la ricostruzione e la rinascita. Ne è nato un progetto di comunità. Grazie al Regione, che ha messo in questo recupero 2,5 milioni di euro. Grazie a Giulio Bargellini, che ha custodito le sue opere d’arte al Magi’900. Grazie a tutti, oggi Pieve di Cento è più bella di prima. E ora guardiamo avanti, e andiamo avanti nella ricostruzione».

E domenica prossima, la riapertura della chiesa di Penzale a Cento: «Sarà un’altra giornata di festa – ha rilanciato Zuppi-, un altro giorno di resurrezione. Si vede dalla gioia e dall’emozione delle persone. Riaprire una chiesa, ha un valore che va oltre l’aspetto architettonico, artistico e spirituale, ha a che fare con lo spirito e l’identità stessa della comunità». —

Beatrice Barberini

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