Dalla panchina sparisce una sagoma contro la violenza
Figure di donne colorate in rosso erano state installate per sensibilizzare sul tema Ma qualcuno nella notte ne ha portata via una. Il sindaco: gesto incommentabile
COPPARO. Venerdì mattina, in occasione di “Nemmeno con un fiore”, per le iniziative della Giornata mondiale contro la violenza alle donne erano state sistemate tre sagome di donna semplici, rosse, ad occupare un posto su di una panchina, con un manifesto vicino, a spiegare le ragioni dell’iniziativa.
le sagome
Queste figure occupavano un posto per denunciare il vuoto lasciato nelle famiglie e nelle comunità dalle donne uccise o comunque vittime della violenza per mano maschile. Tre sagome. Tre. Stamattina, sulle panchine della piazza della Libertà c’erano solo due sagome. Ignoti ne hanno asportata una. L’ira del sindaco Nicola Rossi prima e della vicesindaco Martina Berneschi poi è stata comune anche a moltissimi cittadini. E il furto, o l’atto vandalico, è stato oggetto di forti discussioni. In generale, le reazioni all’atto vandalico sono fortemente negative.
sindaco e vicesindaco
Secco e sferzante il sindaco Rossi: «Spero che la sagoma asportata faccia bene a chi l’ha presa. Evidentemente è uno che ha una gran voglia di compagnia. Per chi fa una stupidaggine simile, evidentemente, c’è proprio un gran bisogno di compagnia. È comunque una mancanza di rispetto e l’assenza di una consapevolezza del problema. Non è tanto la spesa per la sagoma, quanto il principio».
Il vicesindaco Berneschi, che ha seguito l’iniziativa di venerdì contro la violenza alle donne, commenta quasi con tristezza: «Le sagome volevano e dovevano sottolineare l’assenza delle donne vittime di violenza. Portarle via e terribile, sul piano del rispetto e della conoscenza del problema. Ed è triste pensare che, vicino alle sagome, c’era il manifesto che spiegava le ragione della posa delle sagome. Chissà se lo hanno letto...».
reazioni e iniziative
Per commentare l’azione, servirebbe un intero vocabolario di aggettivi poco lusinghieri. Si sprecano i “Vergogna” e diversi epiteti decisamente negativi sulle qualità morali di chi ha sottratto la sagoma. Più che la rabbia, quindi, la tristezza. La “prodezza” porta ad una indignazione seria e contenuta, unita alla consapevolezza che l’ignoranza non ha limiti. Al momento, non sembra si ricorra ad una denuncia o a coinvolgere le forze dell’ordine: anche se alla fine potrebbe trattarsi di odio verso le donne, si pensa soprattutto a vandalica - e ignorante - stupidità.
Le iniziative volute dal Comune di Copparo non si fermano. Giovedì alle 21 il consiglio comunale discuterà un ordine del giorno sul tema “25 novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne”. E venerdì, alle 17, “Storie di donne vittime di violenza” nell’Atrio comunale di Copparo: incontro pubblico a cura del Coordinamento donne Spi-Cgil lega di Copparo e Ro. —
Alessandro Bassi
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