I «due passi di lato» di Modonesi non bastano
La segretaria dem Baraldi all’assessore: no equilibrismi e prove di forza, serve chiarezza. E Marattin “punge” tutti
Aldo Modonesi fa «due passi di lato, sinceramente» nella corsa a sindaco per il Pd ma non si chiama definitivamente fuori, «se non emergono candidature forti tra i civici è meglio fare le primarie», ribadisce dopo l’intervista alla Nuova. I due passi di lato sono qualcosa in meno del «passo indietro, definitivo» fatto dal vicesindaco Massimo Maisto, e da lui auspicato per i colleghi di giunta. E allora arriva la sferzata di Ilaria Baraldi. Dopo aver ricordato che la decisione «a larghissima maggioranza» dell’assemblea comunale di lunedì è frutto di un percorso gerarchico, la segretaria comunale avverte: «O si crede nel partito, nei suoi organismi e nella sua capacità decisionale, o si sceglie la via del “liberi tutti”».
cambiamento
Mettendo l’accento sul «cambiamento», Baraldi insiste: «Non servono equilibrismi né tantomeno prove di forza. Serve chiarezza. Al nostro interno ma soprattutto rispetto a tutti coloro che da fuori osservano quello che diciamo e conseguentemente dobbiamo fare. Resta pertanto il dato uscito dall’assemblea comunale, ossia l’apertura ad un percorso ampio e condiviso al di fuori del solo Pd, percorso per il quale serve darsi il tempo sufficiente perché sia serio e proficuo».
E tanto per non lasciare dubbi, la segretaria cita l’assessore, partendo dalla metafora da lui usata: «Anche Maradona, presumo, avrà giocato in una squadra giovanile nella quale si sarà allenato prima di diventare un campione. Di calcio capisco il giusto, ma non c’è campione che possa fare goal senza una squadra che lo metta nelle condizioni di farlo. Sono certa che su questo punto anche l’assessore Modonesi convenga». Ieri Modonesi ha ribadito che il civico dovrebbe avere tre qualità: «Tenere insieme l’attuale coalizione, estenderla al di fuori degli attuali partiti, ed essere riconosciuto in città, portare voti». Non sembra l’identikit della collega di giunta Roberta Fusari, unica candidata ufficiale per ora.
frustate da roma
A stringere la tenaglia attorno all’assessore arriva uno dei dem più lontani politicamente da Baraldi, cioè il deputato Luigi Marattin: «A Ferrara la direzione comunale del Pd decide (praticamente all’unanimità) che per le elezioni amministrative di maggio serve appoggiare un candidato nuovo e che non sia del Pd, in modo da segnare una discontinuità con gli ultimi (difficili) anni. Nelle 48 ore successive di candidano (o si dichiarano pronti a farlo) due assessori Pd: uno che lo fa da 10 anni, uno che lo fa da 20. Non male, direi». —
S.C.
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