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il processo 

L’ambulanza la investì Una superperizia sulla tragedia di Anna

D.P.
L’ambulanza la investì Una superperizia sulla tragedia di Anna

Il giudice Negri ha accolto le richieste della difesa dell’autista Occorre un esame cinematico per chiarire l’incidente

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Serve una superperizia, che chiarisca dal punto di vista tecnico-cinematico (dei mezzi in movimento, ambulanza e bicicletta) il perchè della tragedia dell’8 aprile del 2017, quando Anna Fabbri, una ragazzina 13enne, attraversando in bicicletta l’incrocio di Corso Giovecca-Ugo Bassi, venne investita da un’ambulanza che stava correndo per una emergenza e che affrontò l’incrocio con il semaforo rosso.

Richiesta accolta

Il giudice Carlo Negri ha accolto la richiesta della difesa dell’autista dell’ambulanza, imputato di omicidio stradale, di seguire il procedimento con il rito abbreviato (sulla base degli atti) ma condizionato, appunto, ad una perizia cinematica. Richiesta accolta dal giudice che ha rinviato all’8 gennaio prossimo, quando nominerà il perito che dovrà eseguirla. «Abbiamo presentato questa richiesta, affinchè vi sia una valutazione terza: noi - spiega il difensore dell’autista, Carlo Bergamasco - riteniamo vi sia stato un approccio corretto dell’autista compatibile con un servizio d’emergenza». Lo studio Anselmo-Gavioli che assiste la famiglia di Anna, parte civile, gli fa eco: «Fa piacere vi possa essere una valutazione sopra le parti, avremmo chiesto noi questa perizia se non lo avesse fatto la difesa. Come indica il capo di imputazione però viene indicata una responsabilità dell’autista: ben venga una nuova valutazione».

precedente giudiziario

Occorrerà valutare, in questo processo, le varie percentuali di responsabilità: anche se è ben ricordare che Anna non aveva auricolari alle orecchie, nè telefonino che avesse potuto distrarla. Il caso è comunque il classico precedente giudiziario, sulle modalità con cui vengono eseguiti gli interventi di emergenza o pronto intervento. Come spiegava il papà di Anna, in precedenza alla Nuova Ferrara «sappiamo che è un caso importante per le ambulanze che circolano ogni giorno. Il senso comune dice che per andare a soccorrere una persona non può succedere questo». E ribadiva: «tutto è da valutare, lo si faccia senza alzare toni, nella maniera più pacata: è giusto che le istituzioni si interroghino su ciò che accaduto».

D.P.

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