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Mesola e Goro, ancora insieme? Alle urne dopo mezzo secolo

Annarita Bova
Mesola e Goro, ancora insieme? Alle urne dopo mezzo secolo

I due Comuni si sono divisi nel 1962 ma domenica si vota per la fusione Agricoltura e allevamento in Sacca i punti di forza dell’eventuale municipio unico

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Domenica 2 dicembre i cittadini di Mesola e Goro sono chiamati a decidere sulla istituzione del nuovo Comune mediante fusione delle due realtà. Il referendum è consultivo e non ha dunque potere vincolante ma la Regione Emilia Romagna ha esplicitamente stabilito che saranno i cittadini a decidere dando così una forma vincolante al responso delle urne.

il percorso

Il percorso che ha portato al voto non è stato facile e domenica nulla sarà scontato. Mesola è Comune dal primo luglio 1828. Fino agli inizi degli anni ’60 comprese pure i centri di Goro e Gorino. Questo fino al 5 agosto del 1962, quando l’allora presidente della Repubblica Antonio Segni decretò il distacco da Mesola delle due frazioni per volere degli stessi cittadini. E domenica, dopo 56 anni, la storia potrebbe cambiare ancora.

perché unirsi?

Perché tornare insieme? Secondo i sindaci Diego Viviani (Goro) e Gianni Padovani (Mesola) non ci sarebbero molte alternative: «Per i piccoli Comuni mettersi insieme è diventata ormai una necessità – hanno più volte spiegato – altrimenti il rischio è quello di non riuscire a garantire i servizi. Altrove lo hanno fatto senza alcun problema, qui forse si corre il rischio di mettere davanti alle reali necessità colori politici e campanilismi che non hanno modo di esistere perché comunque le realtà resterebbero ben distinte».

perché no

Non la pensano così i sostenitori del No e soprattutto a Goro non sarà facile per il Sì arrivare a vincere. «Goro e Gorino hanno una loro storia, da soli riusciamo a vivere bene soprattutto perché i pescatori si autotassano per garantire i servizi. E certo non lo andrebbero a fare per un altro Comune».

Ma sono davvero realtà così diverse? Mesola è un territorio che punta tanto sull’agricoltura, con eccellenze che soprattutto negli ultimi anni hanno varcato anche i confini nazionali. Cosa che succede anche a Goro con le vongole e con gli allevamenti. Il turismo avrebbe forse bisogno di qualche spinta in più anche se nel territorio mesolano si moltiplicano le possibilità di turismo verde che potrebbe vedere la naturale continuità fino al Faro di Gorino, in via di ristrutturazione.

E se gli amministratori per tanti versi e nel corso del tempo si sono dati più volte la mano, mettendo sul tavolo anche idee e percorsi comuni, i cittadini restano lo scoglio più difficile.

Il timore maggiore, ed è inutile negarlo, resta per gli allevatori di Goro quello della Sacca, delle concessioni e della eventuale prospettiva di dover “dividere” un patrimonio rimasto blindato fino ad oggi. —



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