Morta in casa da giorni L’allarme dato dalla figlia
La donna, 57 anni, non rispondeva al telefono e scattava sempre la segreteria «Ha chiesto aiuto a tanti ma nessuno l’ha mai ascoltata. Adesso è tardi»
COPPARO. Non la sentivano da qualche giorno, i suoi familiari e quando hanno provato a chiamarla al telefono rispondeva solo la segreteria telefonica. Preoccupati hanno allertato vigili del fuoco ed emergenza sanitaria ma purtroppo per Mary Tunlep, 57 anni, di origine nigeriana, era ormai troppo tardi.
trovata morta
È stata ritrovata in casa, morta molto probabilmente da qualche giorno. Non c’erano segni di violenza o altro. Il decesso, apparentemente, è avvenuto per cause naturali. Ieri, nella tarda mattinata, la figlia ed il genero di Mary Tunlep, preoccupati per le mancate risposte della madre, sono andati a casa della donna, in pieno centro a Copparo: un condominio con ingresso su via Carli e un balcone proprio di fronte all’asilo Gulinelli, su piazza Marchesi.
La porta era chiusa a chiave. E la donna non rispondeva. A questo punto sono stati chiamati i soccorsi: pompieri di Ferrara, automedica e carabinieri. Si sentiva odore pesante, tanto da poter pensare ad una fuga di gas. I vigili del fuoco sono saliti sul balcone al primo piano ed entrati da una porta finestra. Una volta all’interno, considerato anche il fortissimo odore, i vigili hanno subito capito e quando si sono trovati davanti al corpo della donna, non hanno potuto fare altro che constatare la morte.
i familiari
La figlia e il genero di Mary Tunlep hanno aspettato notizie, pur però aspettandosi quella peggiore. Che gli è stata data dai medici arrivati anche loro sul posto.
Un vicino, passando, dice che già da qualche giorno avevano comunicato al padrone di casa il fatto che da quella casa arrivavano odori terribili, anche se quanto pare le utenze erano state tagliate e l’odore arrivava anche dal cibo rimasto in frigorifero. I tempi, comunque, partendo da giovedì, quando non si è presentata a Cesta, potrebbero corrispondere con lo stato del cadavere.
la vittima
Una vita difficile, quella di Mary Tunlep, venuta a Copparo dalla Nigeria, dove ha avuto due figli e vissuto momenti difficili con un ritorno in Nigeria e poi il rientro in Italia qualche anno fa. Aveva un permesso di soggiorno per motivi familiari. Abitava sola, ma era comunque in contatto con la famiglia anche se non sentiva i suoi tutti i giorni.
«Ha chiesto aiuto a tanti – ha detto la figlia, prima della terribile conferma dei sospetti di tutti – ma questo aiuto non glielo hanno dato. Ci sentivamo spesso, e quando abbiamo sentito solo la segreteria telefonica, abbiamo deciso di venire a vedere». Parla appoggiata al muro, poi gira l’angolo ed aspetta, chiusa nel dolore.
Mary Tunlep era in carico alla Assp dell’Unione Terre e fiumi. In un progetto di avviamento al lavoro, doveva presentarsi regolarmente sul luogo di lavoro, Al Centro Nuoto di Copparo. Giovedì non si è presentata. La saltuarietà nella partecipazione non era insolita. I servizi sociali, avvertiti subito, concordavano di attendere il lunedì. Lunedì, quando la donna non si è presentata, è stato decisa una visita da parte dell’assistente sociale che la seguiva, che ieri mattina è arrivata per l’incontro quando carabinieri e servizi di soccorso erano già sul posto. —
Alessandro Bassi
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