Rifiuti speciali, blocco dei ritiri alle imprese «Il mercato non tira»
La denuncia arriva da Confindustria Emilia Romagna, e conferma i timori espressi da più parti sulle difficoltà di riutilizzo dei rifiuti derivati dalla raccolta differenziata, a seguito del mutato...
La denuncia arriva da Confindustria Emilia Romagna, e conferma i timori espressi da più parti sulle difficoltà di riutilizzo dei rifiuti derivati dalla raccolta differenziata, a seguito del mutato scenario nazionale e internazionale degli utilizzatori. In questo caso si tratta non di rifiuti derivati dalla raccolta urbana, ma di alcune tipologie di speciali o assimilabili: imballaggi misti, plastica, vetro, inerti e in generale rifiuti non biodegradabili. Da alcune settimane, infatti, le imprese dell’Emilia Romagna segnalano il blocco del ritiro di queste tipologie da parte delle varie imprese che gestiscono il servizio pubblico e di altre aziende autorizzate.
La questione è stata affrontata in un’udienza conoscitiva in Regione: «Il blocco del ritiro dei rifiuti - denuncia Pietro Ferrari, presidente regionale di Confindustria - oltre a determinare una situazione di rischio di danno ambientale e sanitario, sta causando un aumento spropositato di costi a carico delle aziende, che devono ricorrere a forme di smaltimento in altri Paesi».
Tra le cause c’è il blocco delle importazioni di materiali da parte della Cina, la principale destinazione dei rifiuti industriali, e quello delle autorizzazioni regionali degli impianti di recupero per i cosiddetti “end of waste” e infine, in sede giudiziaria, dell’ampliamento di due impianti di discarica già pianificati in regione. Confindustria chiede di agevolare il recupero dei rifiuti speciali. —
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