Fiscaglia e Ostellato alle urne Due strade e giunte divise
Assessori in campo contro i sindaci sul progetto di fusione tra i due Comuni Domenica spetterà ai cittadini nei seggi decidere il percorso da seguire
Domenica tocca ai cittadini esprimersi sul progetto di fusione tra i Comuni di Fiscaglia e Ostellato. È la prova del fuoco per il piano di riordino istituzionale già passato al vaglio dei due consigli comunali e di quello regionale.
Il referendum, che per la sua validità non richiede alcun quorum, è sì di carattere consultivo tuttavia il pronunciamento degli elettori sarà di fatto decisivo.
le criticità
La fusione in questione è piuttosto particolare, in quanto le due realtà appartengono a due Unioni di Comuni diverse: Fiscaglia è assieme a Codigoro, Goro, Lagosanto e Mesola parte dell’Unione Delta del Po (che peraltro è rimasta finora sulla carta), mentre Ostellato è con Argenta e Portomaggiore nell’Unione Valli e Delizie, con trasferimento di rilevanti servizi.
Altro fatto: Fiscaglia è neonata, frutto della fusione partita nel 2014 tra Migliaro, Migliarino e Massa Fiscaglia e che è tuttora in fase di assimilazione. Due fattori che lo studio di fattibilità del possibile “matrimonio” tra i due enti non ha mancato di mettere in luce.
le potenzialità
C’è tuttavia una collaborazione molto stretta già instaurata: i Comuni di Ostellato e Fiscaglia detengono assieme il 100% del Consorzio Zerosei che gestisce i servizi educativi per la prima infanzia nei due territori.
Le due realtà sono avvicinabili per popolazione in sensibile calo e in progressivo invecchiamento, identica quota di residenti stranieri (6,4% sul totale), forte vocazione agricola, stessa densità imprenditoriale (89 imprese ogni mille abitanti, anche se spicca l’area Sipro di San Giovanni), sufficiente sostenibilità della gestione economico-finanziaria, comune asse viario di riferimento (la Ferrara-Mare).
I sostenitori del Sì mettono naturalmente in primo piano i contributi finanziari, da Regione e Stato, che arriverebbero a fusione approvata: un totale di oltre 11 milioni di euro in dieci anni. Risorse grazie a cui sostenere lo sviluppo.
LA POLITICA
Portabandiera del Sì sono i due sindaci, Sabina Mucchi e Andrea Marchi. Ma le loro giunte si sono spaccate: in favore del No, infatti, si sono espressi il vicesindaco fiscagliese Fabio Tosi e l’assessore Gianni Tuffanelli; sul fronte contrario anche due assessori ostellatesi, Andrea Zappaterra ed Elena Rossi, oltre al presidente del consiglio Alessio Duatti. Divisioni, anche di carattere personale, che in prospettiva lasceranno il segno.
Per ciò che riguarda le forze politiche, il Partito democratico è favorevole: il relatore della proposta di legge in consiglio regionale è stato Paolo Calvano, ex sindaco di Ostellato. Contrari invece Lega Nord e Movimento Cinque Stelle. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
