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Il comitato NoFanghi chiama gli agricoltori L’alleanza è scattata

Incontro per dire no all’impianto che produrrebbe fertilizzanti Calderoni (Cia): «Deve prevalere il principio di precauzione»

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portoverrara. Martedì sera, in Sala San Carlo a Portomaggiore, c’è stata la prima riunione organizzata dal neocostituito comitato formato dai cittadini residenti a Portoverrara per discutere della possibile nascita del nuovo impianto di produzione di gesso da defecazione da spandere in agricoltura.

Presenti, oltre a i rappresentanti del comitato, alcuni agricoltori e i responsabili delle associazioni di categoria Cia, Confagricoltura e Ascom. Il comitato incontrerà man mano anche le altre realtà che per altri impegni non erano presenti alla riunione.

gli idrocarburi

Nel corso della serata è stato illustrato il progetto dell’impianto, finalizzato alla lavorazione fanghi che dovrebbe sorgere in via Portoni Bandissolo a Portoverrara.

La discussione ha affrontato vari temi. Il primo, di cui si parla anche su tutte le testate nazionali, è stato quello dell’innalzamento dei livelli di idrocarburi presenti nei fanghi che è stato approvato dal parlamento dopo che il governo lo aveva inserito all’articolo 41 del decreto per l’emergenza di Genova dopo il crollo del ponte Morandi. Nel dettaglio, i livelli massimi di idrocarburi sono stati aumentati a 1.000 milligrammi per ogni chilogrammo di fanghi non essiccati, rispetto al decreto legislativo 152/2006 e alla sentenza del Tar Lombardia che ne limitava il tetto a 50 mg per kg.

il traffico dei camion

Altro tema discusso, quello dei disagi dei residenti, i quali di punto in bianco potrebbero veder cambiare la loro vita. Come si evince dal progetto, si stima un traffico annuale di 6.536 camion in entrata e uscita dall’impianto. Ciò provocherebbe l’aumento delle polveri sottili causate dal gasolio dei camion e dal rotolamento degli pneumatici sulla strada.

Il problema è connesso a quello della viabilità: infatti i camion dovrebbero percorrere sempre il tratto del territorio argentano da Bando, percorrere la Rangona, strada Bonacciola per giungere infine in via Portoni Bandissolo.

«Attualmente, se si passa dalla Rangona - dice il consigliere comunale Giovanni tavassi, presente all’incontro – si nota benissimo in che stato versa la banchina (sia a destra che a sinistra sta cedendo quasi su tutta) di questa arteria che collega Portomaggiore e Argenta».

case e coltivazioni

Si è parlato anche del possibile, secondo il comitato, deprezzamento delle case e del peggioramento delle condizioni del già sofferente settore produttivo e dei negozi: altri cittadini potrebbero lasciare il portuense per andare in altri territori più salubri.

In chiusura di serata sono intervenuti anche i responsabili delle associazioni di categoria; la Cia, rappresentata dal presidente provinciale Stefano Calderoni, ha ribadito la centralità del principio di precauzione, a tutela degli agricoltori associati e del loro prodotto di qualità. —

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