L’avvocato Giubelli e il futuro della città «C’è un vuoto da colmare senza tuffi nel buio»
l’intervistaNello scacchiere pre elettorale ferrarese, - che tra passi indietro, passi di lato e silenziosi attendismi conta più che altro caselle vuote - è spuntato il nome di Piero Giubelli,...
l’intervista
Nello scacchiere pre elettorale ferrarese, - che tra passi indietro, passi di lato e silenziosi attendismi conta più che altro caselle vuote - è spuntato il nome di Piero Giubelli, presidente dell’Ordine degli avvocati di Ferrara, come uno dei possibili candidati alle prossime amministrative.
Avvocato Giubelli, ha dunque intenzione di partecipare alla corsa a sindaco?
Mi sembra un discorso quanto mai prematuro, quasi una boutade. È vero che con alcuni amici professionisti e imprenditori si è cominciato a ragionare su cosa si potesse fare per la città, visto che si è chiuso un ciclo.
C’è un vuoto da colmare, secondo lei?
Premetto che non ho avuto contatti con alcuna forza politica, ma è sicuramente vero che si è creato un vuoto. C’è chi non se la sente più di votare una certa classe dirigente del Pd, ma al tempo stesso non vuole correre il rischio di uno stravolgimento sociale da parte di chi oggi si pone come unica alternativa.
La risposta è una lista civica?
Al momento quello che si può dire è che si è aperto un confronto tra rappresentanti della società civile sul futuro di Ferrara, sondando dal mondo delle professioni e dell’imprenditoria una visione della città. Se poi questo progetto prenderà piede, si andrà avanti, non necessariamente con una mia candidatura.
Qual è il punto di partenza?
È importante innanzitutto ricordarsi che Ferrara è una città in cui si vive bene, bella e vivace. Sono ferrarese da sempre, e provo fastidio quando sento le persone dire che se ne vogliono andare perché Ferrara è una città morta. Detto questo, ci sono alcune questioni importanti che i cittadini sentono come primarie e che sono state trascurate. A questi temi bisogna fornire risposte, senza fare tuffi nel buio con scelte radicali.
Su cosa sarebbe più urgente intervenire?
Innanzitutto sul rispetto della legalità in tutte le sue forme, anche partendo dalle questioni apparentemente “minori”, legate alla quotidianità. E poi è necessario cambiare la gestione del potere: non basta mettere persone nuove, è il sistema di amministrazione che deve essere modificato. Altra questione fondamentale, quella delle frazioni, per le quali occorre trovare dei referenti, ora che le Circoscrizioni non ci sono più.
Cosa è mancato a questa amministrazione, a suo parere?
Non sempre è riuscita a trasmettere ai cittadini quanto di buono e positivo è stato fatto. Però credo anche che si sia amministrata la città senza un sogno forte di miglioramento. —
Alessandra Mura
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